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Governo: Il tempo “stringe”

Dopo la caduta libera delle borse europee di due giorni fa, il governo italiano si sta producendo nel massimo sforzo per fornire le misure anti-crisi. Berlusconi è stato a colloquio con Napolitano il quale ha garantito il suo appoggio per spronare le varie forze politiche a sveltire i vari passaggi che forniranno un nuovo decreto legge. Il problema è che queste parole sono state già pronunciate diverse volte, ma non hanno avuto un seguito attuativo. Il governo è compresso e rallentato dalle richieste degli alleati ed ostacolato dal comportamento puramente ostativo delle opposizioni. Quest’ultime dapprima accolgono la richiesta al dialogo e al confronto per la risoluzione dei problemi e subito dopo sottopongono la loro partecipazione alle dimissioni del premier o alla caduta del governo. I più audaci vorrebbero anche la creazioni di un governo di “salvezza nazionale” guidato da Monti. Il PDL a queste condizioni non accetta la partecipazione del secondo e del terzo polo, nonostante qualche problemuccio di coesione interna, gli uomini del governo sono convinti di avere ancora i numeri parlamentari per continuare il mandato. Berlusconi non farà un passo indietro e forse ormai con le spalle al muro, per i tempi ristretti in cui operare, deciderà di agire e riformare finalmente il sistema Italia, così come l’Europa ci richiede. Non possiamo rimanere fuori dall’U.E. così come l’Europa non può fare a meno di noi. E’ questo il concetto che deve prevalere nella gestione della crisi economica.

fmp

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