Monti accetta con riserva l’incarico di formare un nuovo Governo

Dopo le dimissioni di sabato sera dalla carica di presidente del Consiglio da parte del cavaliere Berlusconi, ieri mattina sono cominciate al Quirinale le consultazioni del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per verificare la possibilità di formare un nuovo Governo. Al termine delle suddette consultazioni, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito l’incarico a Mario Monti di formare il nuovo governo. L’annuncio è stato dato dal segretario generale del Quirinale, Donato Marra. Monti ha accettato con riserva.

Gli incontri erano iniziati alle 9 con il presidente del Senato Renato Schifani e poi con il presidente della Camera Gianfranco Fini, e si sono conclusi nel pomeriggio, dopo che, alle 17,15, il presidente ha incontrato la delegazione del Pdl. I gruppi e le componenti parlamentari ascoltati, dunque, per l’intera giornata dal presidente della Repubblica hanno espresso il loro sostegno a Mario Monti, neo senatore a vita destinato a portare avanti questa legislatura fino alla sua conclusione nel 2013. Per quanto riguarda le consultazioni con i gruppi maggiori sono cominciate in tarda mattinata con l’Idv di Antonio di Pietro, il quale ha espresso il suo ”rispetto per i cittadini che hanno votato per il referendum elettorale” e si è detto pronto a giudicare la squadra e il programma anche se, secondo lui, bisogna tornare al più presto alle urne”. Il leader della Lega Umberto Bossi dopo il colloquio con Giorgio Napolitano ha invece dichiarato:  “Vedremo di volta in volta e decideremo. Vedremo le cose che il governo vorrà fare, dobbiamo conoscere bene cosa deve fare e come lo farà, in ogni caso non diamo mandati in bianco”. Sarà un’ammucchiata enorme, non hanno bisogno di noi. Staremo all’opposizione e saremo vigili. Vedremo cosa c’è nel programma. Anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, al termine della consultazione del Terzo Polo al Quirinale, ha espresso l’auspicio che il governo duri fino alla fine della legislatura”. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani dopo l’incontro con Giorgio Napolitano ha voluto sottolineare che il Parlamento deve fare urgentemente una serie di riforme, compresa quella elettorale: ”Abbiamo dato al capo dello stato la disponibilità per un governo di emergenza e di transizione che sia totalmente nuovo, a forte e autorevole caratura tecnica, che metta l’Italia in condizioni di affrontare l’emergenza”.

L’ex premier Berlusconi ha rilasciato un videomessaggio agli italiani attraverso il quale ha espresso il suo dispiacere per quanto accaduto la sera delle sue dimissioni: ”È triste vedere che un gesto responsabile e generoso” come le dimissioni ”sia stato accolto con fischi e insulti”. “Rivendico con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia. Siamo andati avanti nella consapevolezza che la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana”.

In serata ha poi parlato anche il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano: ”A tutti ho esposto oggi, riscontrando un clima riflessivo e pacato, il mio convincimento che sia nell’interesse generale del Paese sforzarsi a formare un governo con il più largo appoggio del Parlamento su scelte urgenti. La crisi riguarda l’Italia e l’Europa e molto dipende dall’enorme debito pubblico accumulato negli anni passati”. ”Bisogna recuperare la fiducia degli investitori e delle istituzioni europee. Per questo affido a Mario Monti l’incarico di formare un governo aperto al sostegno e alla collaborazione sia della formazione che ha vinto le elezioni nel 2008 che quelle che si sono collocate all’opposizione”.

Filippo Turiano

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