Viola, i “numeri” del campionato

La settimana scorsa coach Fantozzi ha voluto difendere il suo lavoro ed il gruppo nero arancio dopo la pessima sconfitta di Corato mostrando alcuni numeri. All’allenatore livornese non erano piaciuti alcuni commenti in cui veniva sottolineato un approccio sbagliato della sua squadra alle partite. Ed ecco allora che Fantozzi dà i numeri., nel senso buono però perché non ha fatto altro che fornire un dettaglio statistico sui primi quarti della sua squadra; la Viola è andata sotto soltanto in due occasione, precisamente con il Martina Franca e poi con il Corato, salvo vincere o pareggiare nelle restanti gare. Da contr’altare, ci sono stati dei grandi secondi tempi della sua squadra che, anche nell’infausta trasferta di Corato, ha stravinto nei secondi due quarti ed il coach reggino si è soffermato soprattutto nella vittoria con il MArtinafranca gara che, tolto il primo periodo terminato sotto di undici punti, ha visto la Viola sopraffare nettamente gli avversari. Numeri che hanno portato la Viola al secondo posto in classifica sulla scia di Agrigento che, in questo momento, sembra avere un passo superiore rispetto alle avversarie. Coach Fantozzi ha anche sottolineato la forza di questo gruppo che è compatto e coeso come quello dello scorso anno che è arrivato a giocarsi la Promozione fino all’ultimo atto della stagione. Indubbiamente, le caratteristiche tecniche e di squadra sono diverse: meno talento, più difesa e solidità nella Viola versione 2010-11; grande forza offensiva, esperienza da vendere e capacità di cambiare ritmo in qualsiasi momento sono i principali connotati della compagine reggina di questa stagione. L’obiettivo è lo stesso e si cercherà di raggiungerlo sperando che tutto l’ambiente stia vicino alla Viola. Fantozzi ha chiesto aiuto al pubblico reggino che deve sostenere il bene comune Viola. Allenatori, giocatori, presidenti vanno e vengono. La squadra resta. E la squadra nero arancio è un bene della città che va difeso, protetto e sospinto sia nelle vittorie che nelle sconfitte. Questo è stato il pensiero dell’allenatore livornese che si assume le sue responsabilità ma sa anche che sta facendo un ottimo lavoro. D’altronde stiamo parlando di un uomo che ne ha perso solo otto partite da quando si è seduto sulla prestigiosa panchina nero arancio che porta oneri ed onori dato il blasone della società dello stretto. Chi si siede deve essere pronto ad onorarla accettando le critiche costruttive ma portando avanti i suoi concetti con forza e convinzione come sta facendo l’ex playmaker della nazionale dall’Agosto del 2010.

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About the Author: Giuseppe Dattola