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La corsa alla Casa Bianca

Si avvicina la data delle elezioni per la scelta del nuovo presidente degli Stati Uniti. Il primo mandato Obama, infatti, sta quasi per giungere al termine. Manca davvero poco, meno di un anno. E così centinaia di milioni di americani dovranno decidere se riconfermare Superbarack o se affidare la presidenza ai repubblicani. Tra questi ultimi, tuttavia, in questi giorni si è verificato un vero e proprio sovraffollamento di pretendenti all’ambita Casa Bianca. Repubblicani che, tra l’altro, non sembrano avere esattamente le stesse idee nonostante facciano parte del medesimo partito. Il favorito per sfidare Obama alle prossime elezioni sembra comunque essere Mitt Romney, stando ai primi dati delle votazioni su chi debba guidare il partito repubblicano. L’attuale governatore dello stato del Massachusetts, sessantacinque primavere a marzo, sembra, infatti, il più autorevole candidato repubblicano che possa mettere i bastoni tra le ruote per la seconda rielezione di Obama. E sempre stando a quanto emerso dai primissimi dati sull’apprezzamento del ricco amministratore finanziario nativo di Detroit, i democratici farebbero bene a non sottovalutarlo in considerazione anche dell’attuale scarto di soli 1,7 punti di differenza che lo dividono, per ora, da Obama. Continuano nel frattempo le votazioni per la scelta definitiva dello sfidante repubblicano che andranno avanti fino al novembre prossimo. Non è da sottovalutare anche la posizione di Rick Santorum, senatore ultra conservatore di origini italiane tra l’altro. Si è già votato in Iowa e nel New Hampshire. In questi giorni la campagna per le primarie repubblicane si sposterà in South Carolina, dove si voterà precisamente il 21 gennaio, e a questo punto il gioco si fa davvero duro. Nel frattempo Obama va all’attacco dei repubblicani il giorno dopo la netta vittoria di Mitt Romney nelle primarie del New Hampshire. Intervenuto a Chicago il presidente americano ha puntato il dito sulla deriva del Grand Old Party che, a suo dire, è ostaggio delle posizioni della destra più estremista e populista, come quella dei Tea Party. «I repubblicani – ha detto l’inquilino della Casa Bianca – vogliono difendere i ricchi a tutti i costi, vogliono uno Stato in cui vengano completamente eliminati gli investimenti pubblici nell’economia e nel settore delle infrastrutture. È una visione che a noi democratici non ci appartiene».

Filippo Turiano

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