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Repubblica Sudafricana

20120221-221120.jpg22\02\2012 – Lasciamo l’America meridionale e trasferiamoci in Africa, all’estremo Sud, per conoscere un altro Paese in Via di Sviluppo, che già potrebbe considerarsi appartenente al gruppo degli Stati ad economia avanzata: la Repubblica Sudafricana. Le vicende storiche riguardanti la costituzione di questo Stato ci insegnano molto e ci consentono di interpretare in maniera corretta il presente. Nel corso dell’Ottocento il continente africano venne fatto oggetto, da parte delle potenze europee, di un intensa attività di impossessamento del territorio, al fine di prelevare ricchezze, imponendo la propria sovranità: tutto ciò è passato alla Storia con il nome di Imperialismo. Qui, all’estremo meridionale del continente africano, si insediarono coloni olandesi ed inglesi. Il contrasto sul predominio portò alla supremazia degli inglesi, che nel 1902 costituirono una Repubblica indipendente facente parte del Commonwealth. La maggioranza della popolazione della Repubblica Sudafricana è costituita da gente di colore, di etnia bantu. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, cominciò una politica di esclusione dei negri dalla vita sociale del Paese, nota con il nome di apartheid (dall’inglese to apart, allontanare). Il Governo sudafricano organizzò dei territori, chiamati bantustan, dove i negri erano costretti a vivere; nelle città vennero delimitati dei veri e propri ghetti, le township, dove le persone di colore rimanevano emarginate, e non potevano recarsi nelle zone delle città riservate ai bianchi. Nel 1912 si era costituito l’African National Congress, un organismo per la rivendicazione dei diritti dei negri; nel secondo dopoguerra si fece strada la figura di Nelson Mandela, che sarà arrestato nell’Agosto del 1962: un anno prima l’ONU si era espresso contro l’apartheid, definendolo un crimine contro l’umanità. L’economia sudafricana è basata prevalentemente sulle ricchezze del sottosuolo. La Repubblica Sudafricana è ai primi posti nelle graduatorie mondiali per l’estrazione di oro, di argento, di uranio, di platino e di diamanti. Per quest’ultimo preziosissimo bene, è leader mondiale l’olandese DeBeers di Amsterdam, la capitale mondiale delle pietre preziose. Ancora, dalle miniere sudafricane si estraggono numerosi minerali c.d. strategici, come il tungsteno, il cadmio, il vanadio. Solo il petrolio scarseggia. La politica di apartheid portò progressivamente la Repubblica Sudafricana ad un sempre più ferreo isolamento, attraverso la proibizione delle sue esportazioni, ossia l’embargo che venne imposto nella metà degli anni Ottanta. Nel Febbraio del 1990 Nelson Mandela venne liberato, ed in seguito anche l’esclusione dei negri dalla vita civile del Paese venne dichiarata terminata ufficialmente, anche se ancora oggi non può dirsi che la popolazione di colore sia pienamente integrata.
Dal 1994, anno in cui la Repubblica Sudafricana ha riaperto le proprie frontiere commerciali, il PIL è cresciuto sempre con tassi di incremento elevati; in particolare, in questi ultimi anni, grazie anche ai lavori per la realizzazione delle opere necessarie allo svolgimento dei Mondiali di calcio del 2010. In tale ottica, è da segnalare il potenziale turistico del Paese sudafricano, conosciuto appieno proprio con l’occasione dell’evento sportivo. Sono da segnalare, al riguardo, interessantissimi parchi nazionali, come il Parco Kruger.

Prof. Giuseppe Cantarella

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