Interrogazione parlamentare riguardo le indagini sugli attentati alle cooperative sociali calabresi

La deputata del Partito Democratico, Dori Lo Moro, ha presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno per conoscere lo “stato delle indagini sugli attentati subiti dalle cooperative sociali calabresi” e per chiedere una “maggiore protezione e sorveglianza ai centri di integrazione che operano nei territori a rischio”. “Le cooperative sociali – afferma Lo Moro – sono entrate nel mirino della criminalità organizzata. La notte di Capodanno, a Caulonia, l’esplosione di una bomba ha fortemente danneggiato un locale gestito dal gruppo cooperativo Goel e destinato a ristorante multietnico per la formazione e l’inserimento lavorativo dei rifugiati politici dei centri di accoglienza; pochi giorni prima, la notte di Natale, a Lamezia Terme, un’altra bomba ha danneggiato il portone d’ingresso della sede dell’associazione Progetto Sud, ubicata in un fabbricato confiscato alla mafia, in cui nel mese di agosto è stato attivato un centro di accoglienza per minori non accompagnati”. “Non ci si può non chiedere – aggiunge – cosa hanno in comune questi episodi che colpiscono, con metodi mafiosi, cooperative sociali da tempo operanti sul territorio calabrese e impegnate nell’integrazione dei migranti. Colpisce la dignità con cui le cooperative reagiscono. Colpiscono le parole del Presidente del Gruppo Goel che, nel commentare l’ultimo di una lunga serie di attentati subiti, si preoccupa di segnalare il contesto in cui tutto ciò si verifica. La verità è che i fatti accaduti in questi giorni mostrano come i progetti sociali costituiscano un pericolo per la criminalità organizzata che sente minato il territorio dove fa affari. L’integrazione, l’equità, l’educazione alla legalità finiranno, prima o poi, per togliere quello spazio vitale in cui l’ndrangheta e le mafie tutte, hanno imposto le proprie regole”. “Per questo oggi reagiscono – conclude Lo Moro – con la sola arma che conoscono: la violenza e la distruzione delle cose, non certo delle esperienze”.

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About the Author: Giuseppe Dattola