21 Marzo: La Giornata Mondiale della Poesia

La primavera esplode in versi, protagonisti di rinascita. La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 Marzo. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace. L’UNESCO negli anni ha voluto dedicare la giornata all’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni. Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica. In occasione della festa della poesia, molti sono i premi nati e le iniziative nelle varie città. La magia del nuovo inizio, l’arrivo di una stagione che allontana il cuore dal buio invernale, ricca di sorprese e fantasia, voglia di fare e di stravolgere, di vivere. Da oggi, dopo l’equinozio di primavera (verificatosi il 20 Marzo alle ore 05:14 di Tempo Universale, e alle 06:14 ora solare dell’Europa centrale), il periodo di illuminazione diurna supera la durata delle notti; un crescere delle ore di luce che toccherà il massimo, il giorno del solstizio d’estate, il 21 Giugno. Aria, vento, e profumo, aprono il cuore, e sebbene i poeti siano spinti da malinconia e solitudine per comporre i versi più belli, l’inizio della primavera non li lascia indifferenti. Viaggiamo tra le parole, facciamoci trasportare come l’onda fa col mar, negli abissi di inchiostro, nottambule mareggiate che al risveglio accendono desideri di felicità!

… Che sia Poesia:

Il vento scrive (Gabriele D’Annunzio)

“Su la docile sabbia il vento scrive
con le penne dell’ala; e in sua favella
parlano i segni per le bianche rive.
Ma, quando il sol declina, d’ogni nota
ombra lene si crea, d’ogni ondicella,
quasi di ciglia su soave gota.
E par che nell’immenso arido viso
della pioggia s’immilli il tuo sorriso.”

A Eugenio Montale ( Alda Merini)

“I tuoi acini d’oro,
i limoni perduti
nel grembo di altre donne
che ti hanno solo sognato.
Capita anche a me, Maestro,
di aver fatto l’amore
con quelli
che non ho mai conosciuto”

Stelle ( Giuseppe Ungaretti)

“Tornano in alto ad ardere le favole.
Cadranno colle foglie al primovento.
Ma venga un altro soffio,
Ritornerà scintillamento nuovo.”

Farfalle (Pablo Neruda)

“Le farfalle

ballano

velocemente

un ballo

rosso

nero

arancione

verde

azzurro

bianco

granata

giallo

violetto

nell’aria

nei fiori

nel nulla

sempre volanti

consecutive e remote.”

Il sole e le viole (Pier Paolo Pasolini)

“Che calduccio stare al sole

presso l’uscio di campagna;

pare che odorino le viole

lungo i cigli della via.

La via è bianca e azzurro il cielo

e verdina la pianura;

c’è nell’aria come un velo

che avvolge campi e mura.

Una voce molle molle,

una voce roca, roca

par che nasca dalle zolle

e trapunga l’aria fioca.

E’ un fanciullo che ripete

la poesia sotto il sole.

Sulle guance rosse e liete

Gli occhi son due viole.”

Annamaria Milici

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