Riforma Costituzionale: confermata la riduzione del numero dei parlamentari

Il testo definitivo previsto dalla riforma costituzionale, messo a punto dai partiti di maggioranza, conferma la riduzione del numero dei parlamentari, dagli attuali 945 a 762: Il numero dei deputati è di 508, otto dei quali eletti nella circoscrizione Estero, invece, il numero dei senatori elettivi e’ di 254, quattro dei quali eletti nella circoscrizione Estero; si abbassa inoltre l’età per essere eletti: basteranno 21 anni per approdare alla Camera e 35 al Senato (fino ad oggi, la Costituzione italiana prevede che, per essere eletti ai due rami del Parlamento, l’età deve essere rispettivamente di 25 anni e di 40 anni). ”La riforma costituzionale può iniziare il suo iter già la prossima settimana in commissione, vista l’elaborazione avanzata,mentre sulla legge elettorale si continuano gli approfondimenti per trovare la soluzione. Noi vogliamo che i cittadini scelgano i parlamentari e che ci sia un meccanismo credibile di alternanza”: così Pier Luigi Bersani, al termine del vertice del PD, fa il punto della situazione sull’iter delle riforme. I partiti hanno pensato, visti i cambiamenti, che una buona riforma possa partire dal numero degli eletti, con lo scopo finale di accelerare l’iter di approvazione delle leggi, eliminando le sovrapposizioni fra Camera e Senato. A tale scopo, i partiti pensano che si possa superare il bicameralismo con una divisione dei compiti: per la Camera, competenze prettamente nazionali; per il Senato, competenze regionali. Nel caso del sorgere di controversie, sarà appannaggio dei presidenti dei due rami del Parlamento decidere sul da farsi, con una delle due Camere che ha il potere di chiedere un richiamo, attraverso un terzo dei suoi membri, ma che ha l’obbligo di approvarlo entro 15 giorni, pena un’unica lettura. Un momento storico questo, che potrebbe far recuperare un po’ di quella credibilità persa nel tempo: una congrua riduzione del numero dei parlamentari e un ammodernamento del sistema di funzionamento delle assemblee elettive oggi caratterizzate da disorganizzazione e perdite di tempo, è senza dubbio, uno dei tratti distintivi di un cambiamento importante. In sintesi, i punti chiave dell’accordo sulla revisione della Costituzione riguardano la riduzione del numero dei parlamentari; la revisione dell’età per l’elettorato attivo e passivo; il rafforzamento dell’esecutivo e dei poteri del premier in Parlamento e l’avvio del superamento del bicameralismo perfetto.

Annamaria Milici

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