Lo Zahir (Paulo Coelho) - Ilmetropolitano.it

Lo Zahir (Paulo Coelho)

Zahir  in Arabo significa “visibile”,presente,incapace di passare inosservato,qualcosa o qualcuno che una volta che si è stabilito il contatto,finisce per occupare a poco a poco il nostro pensiero fino al punto che non riusciamo più a concentrarci su nient’altro. Paulo Coelho ha scritto questo libro mentre faceva un “personale pellegrinaggio attraverso il mondo”; pagine ricoperte d’inchiostro tra Francia,Spagna,Olanda,Belgio,fino alle steppe del Kazakistan. Viaggi tra culture diverse,lo hanno ispirato per la stesura di una “cosmica” storia d’amore,storia d’amore universale,quasi a voler sottolineare che l’amore in qualunque posto tu decida di scappare o sparire ti cattura,è una forza selvaggia che ti spiazza,ti confonde,ti riempie ma allo stesso tempo ti svuota se cerchi di comprenderne il significato. Sentimento troppo profondo da poter provare,roba da libri,da film, troppo coinvolgente per tempi duri come questi,dove ciò che è importante sembra solo stare in compagnia e non creare un “noi”.Emozione avvolgente che in questo libro si respira: e per un po’ sembra di essere davvero innamorati anche se non lo si è. Un giorno uno scrittore famoso,scopre che la moglie,corrispondente di guerra lo ha abbandonato senza lasciare traccia e senza alcuna spiegazione. Nonostante il successo e un nuovo amore,il pensiero della donna amata continua a perseguitarlo,gettandolo in un totale smarrimento. La disperata forza del desiderio di rincorrerla per rinnovare il suo amore,porta lo scrittore ad attraversare la vita e  il suo significato,ammirando i paesi più belli,ma anche scenari desolatamente affascinanti come quelli dell’Asia Centrale. La ricerca di domande,i dubbi sorprendenti che un mondo ricco di possibilità riesce paradossalmente ad innescare nelle nostre menti,lo smarrimento generato dall’abbandono della persona che si ama,la voglia di lasciarsi alle spalle il vecchio e il coraggio di accogliere il nuovo,il potere del destino,il fascino del silenzio della natura,la disillusione generata dalla tristezza, il senso del fallimento e la voglia di ricominciare,sono tutti stati d’animo e momenti che appartengono ad ogni uomo e sono racchiusi in questo mistico capolavoro. Un ritorno meraviglioso inoltre all’istinto,ci allontana per un po’ dal mondo virtuale di internet,che purtroppo o per fortuna ormai è quotidianità! Ritorno alla vita concreta per rincorrere i sogni attraverso le proprie forze fisiche,le proprie capacità,i propri occhi,le proprie emozioni senza il filtro del web. Un messaggio forte di riflessione che ci porta ad interrogare quella parte che spesso per vigliaccheria non abbiamo mai il coraggio di interpellare,che  costringe a perdonare,ad abbattere i muri dell’orgoglio,che spinge a scegliere la strada giusta,quella che decide il cuore,ma che spesso non si percorre  per paura. Tra le pagine si avverte il peso del passato,un bagaglio di conoscenze accumulate nel tempo,che permettono di capire se ciò che abbiamo lasciato alle spalle sia stato davvero un percorso dal quale abbiamo imparato qualche lezione. Questo romanzo è la cartina tornasole dei sentimenti più intimi,illumina e trova il modo di infondere speranze invitandoci ad essere sempre in continuo movimento soprattutto quando si pensa di aver perso qualcosa di prezioso. Certe volte quando ci liberiamo dalle storie vecchie e vissute,nasce un nuovo mondo,compare una gioia improvvisa e misteriosa,ci sentiamo più coraggiosi,rischiamo di più, le giornate sono più intense e passano più lentamente,si ha il tempo di assaporare così ogni istante. Ma è necessario fermarsi e capire se è solo sete di novità per seppellire un passato che vuole essere ancora presente,o se è  un fresco e vero amore. “Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte si vince, a volte si perde. Non aspettarti che ti restituiscano qualcosa,non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi,che scoprano il tuo genio,che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non  per orgoglio,per incapacità o superbia: semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta,cambia musica,pulisci la casa,rimuovi la polvere,smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei”.Questo passo credo racchiuda il senso di tutto il libro. Sembrano parole incomprensibili se il cuore sanguina ancora,ma sono lettere dolci come il vento d’estate se si ha voglia di nuovo. Nella vita reale come in queste pagine però ci sono anche storie interrotte che non riescono a liberarsi dall’infelicità,storie che si arrendono,persone che si amano senza il bisogno di parlare ma che non staranno mai insieme,storie che non rischiano e che aspettano che il tempo consumi gli slanci. Vorrei svelare la fine di questo turbinio di emozioni che fa stare con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, vorrei rivelare e svelare il dubbio del ritorno di Esther tra le braccia del protagonista ma rovinerei la magia, però qualunque finale si aspetta chi il libro non ha mai avuto modo di leggerlo,non rimarrà deluso, perché P.Coelho ha la capacità in tutti i suoi romanzi di far viaggiare con le parole la parte più intima dei nostri pensieri,in semplicità,perché nonostante i luoghi,gli incontri particolari e fortuiti che forse non accadranno a tutti,ciò che resta in mente una volta chiuso un suo libro è un mondo ricco di sentimenti puri e vincenti. Non importa che si tratti di amori vecchi e nuovi,di delusioni,di vittorie o sconfitte,di tradimenti o abbandoni,sopravvive forte e chiaro il percorso più facile ma allo stesso tempo più complesso che l’uomo deve fare: Rimane l’amore che muove il cielo,le stelle, i fiori e gli insetti,e obbliga tutti a camminare sulla superficie pericolosa del ghiaccio che ci riempie di gioia e di paura ma che dà senso ad ogni cosa.

Buona lettura.

Annamaria Milici

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