L’India chiede piena luce sulla morte del proprio pescatore - Ilmetropolitano.it

L’India chiede piena luce sulla morte del proprio pescatore

Ecco ci risiamo verrebbe da dire. Questa volta però i nostri Marò non centrano nulla: sul banco degli imputati è finita una nave ausiliaria americana, che ha aperto il fuoco contro un peschereccio al largo delle coste degli Emirati Arabi. A rimanere vittima dei colpi esplosi, anche questa volta un pescatore indiano.

Thiru A.Sekhar, questo il nome della vittima, 25 anni, si trovava a bordo del peschereccio, quando la nave ausiliaria americana “Usns Rappahannock” ha aperto il fuoco nelle acque del Golfo Persico, nei pressi del porto di Jabel Ali, al confine con le acque iraniane.

Il governo di Nuova Delhi in merito ai fatti ha chiesto l’immediata apertura di una commissione di inchiesta da parte delle autorità degli Emirati Arabi, per fare piena luce sullo sgradevole accaduto, l’ultimo di una lunga serie.

La richiesta sembrerebbe sia stata accolta, come dichiarato dal ministro degli Esteri indiano S.M. Krishna: «Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha avviato un’inchiesta” sull’uccisione di un pescatore indiano e il ferimento di altri tre da parte di una nave militare Usa nel porto di Dubai. Il governo indiano adotterà le azioni adeguate una volta che sarà in possesso di maggiori informazioni».

Al momento le autorità di Washington hanno dato piena collaborazione all’India, spiegando che lo scafo dei pescatori indiani si era avvicinato troppo e, pensando si trattasse di una minaccia, la nave americana ha prima lanciato avvertimenti col megafono, poi ha aperto il fuoco. Brucia ancora per gli americani il ricordo dell’attacco terroristico al cacciatorpediniere “Uss Cole” nel porto di Aden di 12 anni fa costato la vita a 17 marines.

Salvatore Borruto

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