Afghanistan prosegue l’exit strategy

Prosegue in maniera spedita la cosiddetta exit strategy americana in Afghanistan. Oltre 33.000 soldati americani sono tornati in patria, a conclusione della prima fase del disimpegno. I soldati delle truppe Surge, erano arrivati nel Paese nel 2010 per combattere l’offensiva talebana.La conferma è arrivata direttamente dal Pentagono, e il Segretario alla Difesa Panetta ha ricordato che: «Il gruppo Surge ha raggiunto il suo obiettivo: invertire l’andamento della guerriglia talebana e rinforzare in dimensione e potenza di fuoco della Forza di sicurezza nazionale afgana». Intanto però la realtà dei fatti è leggermente differente: la guerriglia in Afghanistan è una triste costante che investe quasi tutto il paese. Solamente alcune parti dell’immenso territorio afgano sono sotto il controllo diretto dell’Isaf, e le lande più desolate sono roccaforti talebane. A conferma di questa situazione un rapporto dell’Onu, secondo il quale, nei primi sei mesi dell’anno sono stati 255 i civili uccisi e 101 quelli feriti in attacchi armati condotti dai talebani in Afghanistan.

Salvatore Borruto

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