Riunione dei segretari di circolo e coordinamento provinciale

segretari di circolo pd e coordinamento provincialeL’iniziativa programmatica da riprendere in vista della stagione dei congressi per la costruzione di un Partito che guardi alla realizzazione di un progetto politico davvero alternativo; l’esito della campagna d’ascolto che ha rimesso in movimento i circoli – 207 le riunioni in tutta la Calabria e 57 in provincia di Catanzaro – e il popolo democratico per un ritrovato protagonismo; l’organizzazione delle feste provinciali e regionale come occasione di incontro e confronto nelle piazze a contatto con la gente e i problemi del territorio. Feste che saranno sicuramente organizzate a Catanzaro, Lamezia Terme e Soverato, oltre che nei circoli della provincia, mentre si valuta la possibilità di organizzare anche una grande manifestazione regionale.

Sono questi alcuni degli argomenti al centro del partecipato incontro che i segretari di circolo del Partito democratico e il coordinamento provinciale di Catanzaro hanno tenuto venerdì pomeriggio nella sala del consiglio comunale di Catanzaro alla presenza del coordinatore regionali Giovanni Puccio e della senatrice Doris Lo Moro.

Un incontro dettato dalla convinzione che partire dai circoli significa ricominciare dall’ascolto e dal protagonismo dei militanti, dall’attenzione ai problemi dei territori, requisiti fondamentali per diventare quel soggetto politico autenticamente riformista e popolare utile al Paese e alla Calabria e rendere il Pd uno strumento di battaglia politica e di governo all’altezza delle sfide del presente e del futuro. Anche i congressi provinciale, regionale e di circolo non devono la sterile e opportunistica celebrazione di un rito ma un’occasione importante di confronto e discussione per ripartire dagli elettori e dagli iscritti ripristinando la piena sovranità del partito calabrese.

In questo quadro “la Calabria deve stare nel governo nazionale affrontando l’emergenza sapendo che nel Mezzogiorno l’emergenza ha preso il posto della normalità – ha esordito Puccio -. Non è un discorso di comodo per un meridionalismo compassionevole ma il ragionamento di chi ha consapevolezza del fatto che l’eccezionalità non si supera con un’operazione per l’eguaglianza. Il Sud non deve essere uguale al Nord ma deve avere le stesse opportunità per valorizzare al massimo le proprie risorse, le proprie peculiarità e diversità positive”. Una protagonismo che, quindi, richiama al proprio ruolo le classi dirigenti locali e regionali.

Non si può prescindere da un progetto politico che ha bisogno di un partito, e viceversa. “Un partito non si giustifica dentro ad un processo autoreferenziale. E’ quello che abbiamo cercato di fare nel corso di questi anni che sono state di difficoltà ma anche di costruzione”, sostiene ancora Puccio secondo il quale al primo posto deve tornate l’iniziativa programmatica “che era stata ideata e che bisogna riprendere parallelamente la predisposizione per il congresso. Sono tanti gli interrogativi che si annunciano ma il primo è quello relativo alla risoluzione di un quesito fondamentale: vogliamo essere un partito, un movimento o uno spazio geometrico della politica? Il voto amministrativo – continua Puccio – dimostra che la risposta a queste domande la danno già gli elettori che si identificano in maggioranza con le classi dirigenti locali del centrosinistra e del Pd ma anche una grave crisi di rappresentanza dei partiti e della politica. Siamo pronti per il congresso: interrogarsi ancora sull’opportunità o meno di proseguire con la stagione del commissariamento rischia di essere fuorviante. E insieme lavoriamo per affrontare tutto il lavoro di preparazione”. Puccio ha lanciato alcuni temi ripresi poi nel corso del dibattito come il profilo unitario, il tesseramento, la verifica meticolosa delle situazioni politiche e il raccordo tra i vari livelli istituzionali. “Il centrosinistra deve compiere un passo in avanti nelle analisi e nelle sue determinazioni – ha concluso Puccio -. L’area dell’antipolitica e del populismo si è estesa: un calabrese su due non vota, quasi un terzo vota in direzione della protesta e dell’antipolitica. Pensiamo di poter affrontare i prossimi appuntamenti dentro le vecchie coordinate o non è il caso di lavorare su una traiettoria diversa?”. La traiettoria è quella che si accompagna ad una grande sforzo di rinnovamento e di cambiamento.

c.s.

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