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Reggio Calabria, la svolta storica di Cardiochirurgia

Dieci posti letti a Catanzaro, altri dieci a Reggio

26\06\2013 – Per cardiochirurgia “è fatta”, dopo anni di false promesse e di “inaugurazioni” blasfeme (nel 2010 tutta la Giunta Loiero a Reggio fece finta di aprire il reparto….), l’apertura del Centro Cuore nella nostra città è veramente ad un passo. Mai realmente così vicina. Frutto di un lavoro certosino del presidente della Regione Giuseppe Scopelliti che ci ha sempre creduto, che ha investito ulteriori risorse rispetto a quelle già spese o messe a bilancio, ma che soprattutto ha smussato ogni angolo, ha limato ogni passaggio e soprattutto non ha ceduto a incredibili quanto violente campagna di disinformazione e di odio provenienti da Catanzaro. Un campanilismo fuori luogo, quello scatenato da “quattro” anacronistici esponenti del pd catanzarese e da alcune sconosciute associazioni di cittadini(!), che per poco non riaccendeva la fiammella dell’odio tra corregionali: quella fiammella che, nel ’70, si trasformò presto nelle barricate e nella repressione. Fortunatamente, ancora una volta, il Pd che sia a Catanzaro o che sia a Reggio o, perché no, a Cosenza, dimostra di non riuscire a “fomentare le piazze”: ci prova, in tutti i modi, ma non ci riesce. E così ieri, in una calda giornata estiva, il capoluogo ha vissuto uno dei giorni storici con la firma del commissario ad acta per la sanità, Giuseppe Scopelliti, e del rettore dell’Università Magna Graecia, Aldo Quattrone. Hanno firmato per risolvere il problema della Fondazione Campanella e, al contempo, hanno “chiuso” i giochi anche per cardiochirurgia a Reggio, facendo si che, la giornata storica per Catanzaro, diventasse di riflesso unica per la nostra città. La cardiochirurgia universitaria sarà organizzata tra i dieci letti già operativi all’università Matwer Domini di Catanzaro e dieci che saranno istallati nell’Azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio. In tutto venti posti coordinati dall’università e a gestione pubblica. Accanto alle due cardiochirurgie pubbliche vi sarà quella privata del Sant’Anna Hospital di Catanzaro. Un doppio risultato raggiunto dunque, con buona pace di quegli ex assessori regionali reggini, Naccari Carlizzi in primis, che tanti annunci hanno fatto senza dare seguito alle promesse (da marinaio….). Ed infatti il centrosinistra, nonostante la buona novella proveniente da Catanzaro, non muove ciglio: eppure tutti i reggini, di centro, di sinistra, di destra e di sopra, dovrebbero gioire per l’avvenuta eclissi. Un raro momento di gioia per una città troppo spesso utilizzata e poco valorizzata. Finalmente il “Centro Cuore” dipartimento per le malattie cardiovascolari con strutture tecnologiche all’avanguardia e di grandissimo spessore, ha imboccato la via del traguardo. L’accordo siglato a Catanzaro è un decisivo passo verso il completamento di un’opera indispensabile dalla per salvare vite umane, un sacrosanto diritto per i reggini al fine, inoltre, di arrestare l’emigrazione sanitaria ed i viaggi della speranza. Troppo facilmente oggi si parla di malapolitica. Troppo spesso oggi, il populismo vince. L’apertura di cardiochirurgia a Reggio a tutti quelli che, nel quotidiano, avevano perso la fiducia.

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