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Il Santo Padre durante il ritorno dal Brasile: ” La lobby gay non va bene, perchè non vanno bene le lobby; io non giudico, chi sono io per giudicare?”

by Annamaria Milici
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C_2_articolo_1108887_imageppUn uomo dal cuore immenso, venuto dalla fine del mondo, che in questi giorni ha catalizzato l’attenzione del mondo intero sul Brasile, sulle sue diverse e contrapposte  realtà, con gesti così semplici che sciolgono il cuore, nel suo viaggio di ritorno a Roma si è pronunciato sul tema dell’ omosessualità e successivamente sui problemi della Chiesa. La lobby gay non va bene, perché non vanno bene le lobby. Circa i gay “io non giudico, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?”. “Non ho trovato carte d’identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby”. Lo ha detto il Papa nel ritorno a Roma. Sulla vicenda di mons. Nunzio Scarano, arrestato in un’indagine sullo Ior, dice: “Una vicenda che fa male”. Essere gay, ha aggiunto il Papa “è una tendenza, il problema è la lobby, la lobby non va bene, quella gay, quella politica, quella massonica. “In generale – ha aggiunto – vedo che tante volte nella chiesa si va a caccia dei peccati di se un prete ha fatto un peccato, il Signore perdona, il Signore dimentica, e questo è importante, il Signore dimentica, se noi non dimentichiamo, corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi di noi. San Pietro ha fatto uno dei peggiori peccati, rinnegare Cristo, e con questo lo hanno fatto Papa”.  Il Pontefice si è poi soffermato sui problemi della Chiesa. “La curia è un poco calata dal livello che un tempo aveva, il profilo del vecchio curiale, che lavora, che faceva il suo lavoro, dobbiamo avere di più questo, dobbiamo tornare a questo”. Risposte che delineano il profilo di un uomo che tende a conservare la sua “normalità”. Accompagnato dalla sua valigia nera, protagonista di attenzione mediatica, (“Non c’era la chiave della bomba atomica”. Così ha risposto scherzosamente il Papa circa il contenuto della valigia che si è portato da solo sull’aereo. “L’ho portata perché lo faccio sempre – ha detto – faccio così quando viaggio, c’è il rasoio, il breviario, l’agenda, un libro da leggere, era su santa Teresina”) spogliato di qualsiasi accessorio superfluo, e circondato da uomini e bambini comuni che in lui rivedono quel punto di riferimento che tanto è mancato, Papa Francesco ci invita alla normalità, alla riscoperta dei valori, quelli veri  e alla tolleranza.

Annamaria Milici

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