Per essere dalla parte delle imprese, Burocrazia "Zero" - Ilmetropolitano.it

Per essere dalla parte delle imprese, Burocrazia “Zero”

Lucio Dattola
Lucio Dattola

Far funzionare i SUAP, per una regione “business friendly”. Oltre 8.000 nuove imprese giovanili ai blocchi di partenza che potrebbero portare lo stock regionale a quasi 37 mila unità . Ma la burocrazia, oltre al credito, imperversa come ostacolo principale. “L’impresa come occasione di lavoro ed unico percorso per conquistarsi un futuro. Eppure continuiamo a deludere – dichiara Lucio Dattola Presidente di Unioncamere Calabria – i tanti giovani, uomini e donne che, malgrado tutto, continuano ad investire su se stessi; e così le aspettative di quel collettivo di 18-34 anni che vorrebbe avviare un’attività in proprio e che per le motivazioni e la visione proprie dell’età giovanile potrebbe rappresentare una sorta di <plotone imprenditoriale> capace di spingere in avanti il sistema imprenditoriale calabrese per affrontare la sfida dell’innovazione,via obbligata per la competitività. Continuiamo così a pensare di dare risposte perpetuando, attraverso incentivi vari, il vetero sistema del contributo a fondo perduto, quando a tutte le istituzioni viene richiesto di creare un ambiente favorevole alle imprese per nascere e crescere. Un ambiente impermeabile alla pervasività criminale, a burocrazia zero. Una pubblica amministrazione friendly, reclamano le imprese. La situazione regionale degli sportelli unici per le attività produttive –SUAP- è l’immagine concreta ed attuale della disattenzione della politica e delle istituzioni nel rimettere al centro l’impresa. Eppure il SUAP camerale sta replicando a favore delle imprese gli effetti positivi della <comunicazione unica> telematica alle Camere di Commercio sugli adempimenti burocratici all’INPS/INAIL/Agenzia Entrate”. Un sistema che al 2011, ultimo dato disponibile, ha consentito al sistema produttivo italiano di recuperare un miliardo e mezzo di euro sotto forma di tempo restituito dalla burocrazia alla vita operativa delle imprese, come ebbe a dichiarare a suo tempo il Presidente di Unioncamere Italiana, Ferruccio Dardanello, che oggi ha così commentato il traguardo delle 102 mila pratiche telematiche gestite dai SUAP dei 3.051 comuni italiani in delega alle Camere di Commercio:” Il traguardo delle 100 mila pratiche on line gestite dai SUAP camerali ha un valore non solo simbolico ma soprattutto concreto: è la dimostrazione che il sistema sta funzionando e dunque ha le carte in regola per essere messo a disposizione di tutte le imprese italiane”. Il successo del SUAP camerale, che consente di dare realmente avvio all’attività d’impresa in un giorno, è riferibile all’architettura del sistema che gestisce l’intero ciclo della pratica mediante le tecnologie della rete e dall’avere standardizzato modulistica e procedure per la maggior parte degli adempimenti. E in Calabria? “Dopo l’esperienza positiva della <comunicazione unica> applicata per gli adempimenti delle imprese artigiane, consentendo in pochissimo tempo l’informatizzazione degli albi e la messa in rete nazionale del settore artigianato, a costo zero per la Regione Calabria, le Camere di Commercio calabresi replicano la loro efficienza anche per i SUAP. Sono 165 i comuni in delega alle Camere di Commercio, gli unici ad avere gestito – aggiunge il Presidente Dattola- dall’aprile 2011 ad agosto 2013 ben 5.975 pratiche telematiche, una media di 36 pratiche a sportello ( la media nazionale è di 33 pratiche a sportello) a fronte di n. 138 comuni accreditati ,ma che dal recente monitoraggio effettuato dal Ministero dello Sviluppo Economico non sono risultati tutti in regola ed operativi , e dei 106 comuni c.d. “silenti” perché non hanno ritenuto sinora di attivarsi sul SUAP. Per questo le Camere di Commercio sono impegnate, fornendo servizi dedicati gratuiti, affinché i SUAP non solo siano istituiti, non solo siano sottoscrittori di protocolli d’intesa, ma siano pienamente operativi in modalità conformi alla legge semplificando la vita delle imprese ed agevolando l’attività degli operatori professionali.” “Non si tratta, però, di adempiere ad un obbligo di legge-conclude Dattola-,quanto di efficientare quelle pubbliche amministrazioni sulle quali si impattano le imprese nel nascere e nel corso della loro attività, contribuendo così a migliorare la performance delle imprese sulla competitività perché possano determinare crescita e occupazione”.

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