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Un emozione che “Esplode”: La Rabbia

“Chiunque può arrabbiarsi: quello è facile. Ma arrabbiarsi, con la persona giusta, e nel grado giusto, e al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile” -Aristotele

di Małgorzata Tomczak da Pixabay

Ira, collera, rabbia, sono termini che vengono comunemente utilizzati per descrivere uno stato emotivo intenso, considerato come il più precoce tra le emozioni, insieme alla gioia e al dolore. Il fatto che sia un’emozione primitiva, la rende facilmente identificabile anche nei bambini molto piccoli. Nell’ambito della psicologia, viene descritta come una tipica reazione alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica. Cosa accade quando ci si arrabbia? Questa forte emozione, presenta una tipica espressione facciale caratterizzata dall’aggrottare violentemente le sopracciglia, digrignare i denti o stringere forte le labbra, mentre gli occhi appaiono lampeggianti. Le sensazioni soggettive più comuni sono: calore, irrigidimento della muscolatura, irrequietezza estrema, paura di perdere il controllo. La voce diventa più intensa, si alza il volume e assume un tono minaccioso e stridulo. A livello fisiologico vi è un attivazione del sistema nervoso autonomo, caratterizzata da un’ incremento del battito cardiaco, della tensione muscolare, della sudorazione e aumento della pressione arteriosa.

  • essere trattati male
  • essere abbandonati
  • venire delusi
  • essere traditi
  • venire usati senza saperlo
  • sapere di essere odiati
  • essere oggetto di attacchi fisici o verbali
  • essere criticati
  • sentire di aver fallito
  • vedere andare a male i propri progetti
  • essere costretti a fare qualcosa contro la propria volontà

Possiamo identificare tre tipi di rabbia:

  1. la rabbia malevola che ha lo scopo di peggiorare o rompere i rapporti con l’altra persona, di esprimere odio o disapprovazione,
  2. la rabbia costruttiva che ha lo scopo di modificare il comportamento altrui, di rendere più stretta la relazione con l’altra persona,
  3. la rabbia esplosiva che serve principalmente per dare sfogo alla tensione e manifestare aggressività

Come poter gestire adeguatamente la rabbia? La psicologia ci insegna, che reprimere le proprie emozioni, in particolar modo un ‘emozione intensa come la rabbia, non è salutare per la persona, che rischia di vivere più a lungo questo sentimento e trasformarlo in frustrazione e intolleranza generalizzata, ma anche l’espressione totalmente libera , immediata ed energica della rabbia, non fa bene alla persona. Diverse ricerche, hanno dimostrato che le persone più ostili e aggressive sono quelle maggiormente colpite da disturbi alle coronarie. Quando ci arrabbiamo, per quanto sia difficile, dovremmo cercare di non perdere la testa o di dire cose di cui ci si pentirà in seguito. Quando si sente la rabbia salire velocemente e l’esplosione immediata, è saggio frenarsi o aspettare prima di parlare. Potrebbe essere utile allontanarsi momentaneamente dal luogo o dalla persona che hanno suscitato l’emozione, fare o dire qualunque cosa di  utile per scaricare tensione, ma che non siano connesse alla causa della propria rabbia.

Infine, quando ci arrabbiamo, dovremmo cercare di salvaguardare:

  • un decente rapporto con la persona con cui ci arrabbiamo
  • la difesa dei nostri interessi e la possibilità di far presente le nostre ragioni
  • la stima di noi stessi
  • la nostra salute fisica e psichica

La gestione delle proprie emozioni, non è un atto cosi semplice per come potrebbe apparire. Quando il controllo, è su un emozione cosi forte, come la rabbia, si richiede un grande sforzo non solo fisico ma anche mentale. Un cattivo vissuto della rabbia, può portare a conseguenze scomode per la persona che potrebbe andare incontro a problemi sia di natura fisica, come ad esempio problemi di cuore, sia di natura psicologica lasciando la persona in uno stato di malumore e insoddisfazione. Per tutti questi motivi, esistono diversi percorsi terapeutici che aiutano la persona a riconoscere e gestire in maniera adeguata il proprio carico emotivo, permettendogli di poter migliorare se stesso e il rapporto con gli altri.

Dott.ssa Antonella Mento, psicologa

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