Basket giovanile, la situazione della Minibasket LuMaKa - Ilmetropolitano.it

Basket giovanile, la situazione della Minibasket LuMaKa

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Mentre il basket regionale s avvicina al week-end con la Viola che prepara la sfida di Firenze, oggi parliamo di basket giovanile: La stagione è ricominciata da qualche mese per la Lumaka ed il suo staff. Le prime sensazioni all’alba di una nuova avventura? “  Dici bene si tratta di avventura perché ogni anno lo scenario che fa da sfondo alla nostra attività si presenta diverso nella complessità dei problemi che da altre parti non esistono; mi riferisco in particolare alla mancanza di strutture, alla precarietà di quelle che esistono e alla debolezza di un territorio che a livello socio economico soffre ora più che mai. Fortunatamente però sebbene questo sia lo scenario generale la nostra è una  ridente attività che trova il suo motivo principale nell’aiutare ragazzi, famiglie e quanti si accostano a noi a vivere attraverso lo sport esperienze serene ed equilibrate. A capo del settore organizzativo della Lumaka troviamo Lucio Laganà che ha l’infausto compito di sobbarcarsi i rapporti complessi con gli enti e con la FIP oltre che possedere le adeguate competenze tecniche ed umane che ne fanno il punto di riferimento costante per ogni gruppo. La Lumaka per il terzo anno consecutivo gode della presenza (inimmaginabile per le nostre potenzialità) di coach Gianni Tripodi che descrivere con poche parole sarebbe impossibile viste le sue conclamate competenze, il suo vissuto e le sue squisite capacità di adattamento; coach Tripodi si avvarrà della collaborazione di Massimiliano Modaffari e Andrea Pellicanò che non necessitano di presentazioni al territorio calabrese.

La nostra attività si completa con il settore femminile e il minibasket dove io, Beatrice Mazzeo e Teresa Nicosia svolgiamo gran parte del compito.”. Subito una bella iniziativa: Il torneo di Capo d’Orlando di ottobre: “Essendo una piccola società cerchiamo sempre di ottimizzare le occasioni che si presentano pertanto in coincidenza con la partita di DNA Gold Orlandina e Biella che sicuramente saremmo andati a vedere per ovvi motivi, abbiamo proposto alla società siciliana (nella quale Lucio ha anche militato), di poter organizzare un triangolare con Orlandina e Palermo. Detto fatto. La rappresentativa Under 15 si è confrontata con le due formazioni siciliane che militano nel campionato d’Eccellenza in partite di 3 tempi ciascuna vincendoli  entrambi di misura negli ultimi secondi. Aldilà del risultato è stato importante che i ragazzi facessero quest’esperienza viste le scarse occasioni di confronto che si presentano durante l’anno e in più hanno avuto modo di assistere ad una gara di DNA Gold e di vedere da vicino e sullo steso terreno di gioco Marco Laganà, una ex Lumaka insieme a  campioni del calibro di Pozzecco, Basile e Soragna”.

Una riflessione sul momento che attraversa il basket calabrese: “ La situazione del basket calabrese  non può prescindere  dalla già citata situazione delle strutture, non può prescindere dalla realtà economica della nostra regione, non può prescindere da una politica indifferente allo sport.  Capita spesso che dal mondo della politica si riconosca allo sport un importante funzione sociale di recupero dalle devianze, di opportunità per acquisire senso civico, rispetto delle regole, della legalità, ecc., purtroppo solo belle parole e pochi fatti a sostegno, quindi grandi difficoltà per quanti credono e operano perché  lo sport sia realmente uno strumento di vincente promozione sociale e di cultura di vita.  Se guardiamo al minibasket l’attività si mantiene da tempo numericamente consistente, accade pero una grassa dispersione  di miniatleti nel passaggio alla pallacanestro con una conseguente scarna attività giovanile, completamente insignificante nel settore femminile, dove qualche meteora ora dissolta ha contribuito ad indebolire ulteriormente la situazione. Esistono poi i campionati senior dove si confondono disordinatamente le realtà che cercano di promuovere la maturazione di giovani e quelle che appagano il gusto dei rispettabilissimi  quanto amatoriali over. Grandi sforzi si fanno poi per far rinascere l’entusiasmo per una Viola che per forza di cose non può essere quella di un tempo, oggi i tempi sono altri resta la realtà di una struttura come quella del rione Modena che non è cosa da poco”. 

La voglia di andare avanti è intatta oppure c’è un po’ di sfiducia dopo le tante difficoltà?”Affermarlo con certezza sarebbe una bugia perché nella stessa giornata si alternano momenti in cui ti verrebbe voglia di chiudere e dedicare un pò di tempo a se stessi ma basta un messaggino su whatsapp “Katia ma oggi non facciamo allenamento?” ed ecco che si annulla qualsiasi cattivo pensiero. Non è facile accettare di pagare quote così alte per l’affitto delle palestre anche perché il servizio che se ne riceve in termini di qualità è molto discutibile e offensivo, mi riferisco a stato di spogliatoi, fatiscenza degli ambienti, inadeguatezza delle strutture, attenzione da sempre esistiti e da noi società erroneamente subiti nella speranza che il denunciarli a chi di competenza potesse portare ad una soluzione al contrario abbiamo involontariamente concorso affinché la situazione precipitasse pagandone ora le spese nell’indifferenza generale anche se con buona volontà il Presidente del CONI Mimmo Praticò e il Presidente FIP Calabria Sandro Labozzetta hanno tentato di indurre le società ad un dialogo civile nel tentativo di trovare una soluzione e si sono fatti portavoce presso i Commissari Prefettizi i quali da parte loro sorridenti ed affettuosi hanno manifestato comprensione ma sostanzialmente hanno detto “arrangiatevi”.” Cosa si può e si deve fare per uscire fuori da questo momento?

 Sanare le situazioni sopra denunciate, recuperare ed incentivare la collaborazione  di persone disponibili a promuovere con semplicità ed immediatezza il nostro sport con la stessa genuinità con cui i nostri vecchi e cari dirigenti sportivi seppur privi di tesserini di riconoscimento hanno fatto su di noi che continuiamo quotidianamente nonostante tutto, a passo di Lumaka a procedere. Aprire gli impianti il più possibile in ogni angolo della giornata dando visibilità alla pallacanestro anche con manifestazioni all’aperto, è uno sport che provoca emozioni anche se giocato da bambini”

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