Troppe interferenze e veti incrociati degli enti locali frenano sviluppo - Ilmetropolitano.it

Troppe interferenze e veti incrociati degli enti locali frenano sviluppo

Urge modifica titolo V Costituzione. Giuseppe Sarbella: deve essere una priorità del nostro Parlamento DEL 

la-li“Vent’anni, a volte anche trenta, per portare a compimento un’infrastruttura, sia essa pubblica o privata. Ma a volte non bastano nemmeno quelli. Tempi eccessivi che frenano lo sviluppo italiano e allontanano gli investitori esteri”, è l’amara constatazione che fa Giuseppe Sarnella Presidente di Confimprese Turismo Italia, un grido di allarme che arriva in un momento davvero poco felice per il paese e vuole avere lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica sulla urgente necessità di invertire la rotta.

“Solo alcuni esempi per capire la dimensione macroscopica del nostro ritardo: la variante di valico autostradale tra Firenze e Bologna, il raddoppio della Pontina, i rigassificatori di Brindisi e Porto Tolle e la Tirrenica Cecina – Civitavecchia. E ancora, il parco termale dell’Alto Lazio dove i soliti veti incrociati bloccano un investimento di 120 milioni di euro. Ma l’Italia è piena di opere, pubbliche e private, rallentate da rimandi continui e interferenze tra enti locali e stato centrale”, spiega Sarnella.

Una situazione assurda che ha prodotto una giungla di veti incrociati e rimbalzi continui. Tutto ciò è il frutto andato a male della modifica al titolo V della Costituzione votato nel 2001, prosegue la nota del Presidente di Confimprese Turismo.

“Ora – continua Sarnella –  dopo aver stabilito la nuova legge elettorale, le forze politiche e i loro leader devono pensare a sciogliere questo cappio che strozza il paese. Se non si modifica il titolo V della Costituzione assisteremo impotenti ad altre occasioni perdute, ad ulteriori ritardi e ad ennesime fughe di capitali e di investitori. A suon di rimandi, interferenze, ragnatele normative e paludi burocratiche rischiamo di affondare definitivamente. Non meritiamo questo destino” conclude Sarnella.

COMUNICATO STAMPA CONFIMPRESE TURISMO ITALIA

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