Boldrini: Gli argomenti che avvalorano il suo errore!

La difesa che la Boldrini ha sciorinato anche durante la trasmissioni di Fazio e sui quotidiani di oggi mi hanno dato l’impressione, più di quanto mi fosse già chiaro, che fosse inconcludente, debole e che la sua cultura politica e il suo concetto di democrazia sia molto discutibile! E li vengo ad argomentare per punti con un piccolo preambolo. La diatriba e quel che ne è stata la conseguenza non centra nulla con il giudizio politico della Boldrini ma anche la condotta e le reazioni del M5S comprovano le contraddizioni e lo stato confusionario di quel movimento; questi stretti da un lato dal voler modificare le regole del gioco, dall’altro dall’irrealizzabilità a farlo all’interno del gioco stesso! La ghigliottina come pratica alla Camera è evidente! La prassi significa che è consuetudine, che più volte è stata utilizzata pur in mancanza di una regola che la disciplini, lo è nella pratica è più volte “applicata” . Presidente Boldrini è mio convincimento che le era arrivata la sollecitudine a chiudere il dibattito e lei che in uno stato confusionario, farfugliante ( lo si vede nei video) quando le è stata offerto un pretesto ci si è buttata senza tante sottigliezze. Il diritto della maggioranza è sicuramente di amministrare.   Vero ! Anche a costo di andare contro e al di là di ogni regola e regolamento e contro i dettami che fin dall’Illuminismo sono stati posto come basamento per una democrazia? Non vi è democrazia senza le leggi e le norme, recitano i sacri testi. E questo diritto va mantenuto anche contro l’altrettanto diritto alla minoranza ad opporsi e a far si che quel diritto della maggioranza venga avversato. E dove è scritto che l’opposizione un minuto prima deve ritirarsi , come da lei teorizzato? Fino in fondo l’opposizione deve battersi, impiegando tutti gli appigli che le regole gli offrono, ma non per il piacere di fare scena, ma per osteggiare il volere della maggioranza. Il contrario esprimerebbe quello che già Alexis de Tocqueville andava affermando già all’inizio dell’800 “La tirannia della maggioranza” e in questa direzione va la sua attestazione nel confermare del diritto ai parlamentari a votare. Tale diritto non deve mai essere messo in discussione, come di contro mai deve essere messo in discussione l’altrettanto diritto alle minoranze di svolgere la propria mansione “Costituzionale” di contrasto dell’azione della maggioranza. Diritto che è stabilito in maniera esplicita dalla stessa Costituzione.. (art. 77) ″ Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria” ……..”I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.” Questo è quel che recita la Costituzione e menzionato dalla Boldrini ma poi “sconvenientemente” interpretato come imposizione da parte della Camera e poi dal Senato ad approvare i decreti. E’ dato facoltà alle Camere approvare o meno i decreti e quindi è sancito dalla stessa Costituzione la possibilità data alle Camere di contrastare quel che la stessa Boldrini richiama come sacrosanto ed inviolabile diritto della maggioranza. Questo scivolone, se non fosse dettato dalla sua impossibilità a sostenere con tesi poco credibili la sua azione sarebbe veramente un atto d’ignoranza della Costituzione lesiva per le stesse Istituzioni da lei spesso santificate e da parte della terza carica dello Stato.   Troppi decreti “omnibus” e tempi ristretti. E qui siamo alla confessione di quel che è mia convinzione! Ella a mente fredda si è accorta che non ha difeso in maniera imparziale le minoranze, non è stata garante delle regole e norme parlamentari. Cerca una scusante, un appiglio a giustificazione del suo comportamento addebitando le cause ai troppi decreti “omnibus” alla fretta che il governo impone, e quindi ai tempi contingentati per la discussione. E se ne accorge ora? Oggi indirizza lettere e raccomandazioni al governo? Ora che già nel mese di febbraio sono in discussione ben 6 decreti legge da approvare e ratificare? E mancano meno di 29 giorni rispetto ai 60 previsti dalla Costituzione? Di chi la colpa? Ma del bicameralismo perfetto! E’ certo che senza il Senato le cose andrebbero più spedite , andrebbero meglio. Si ma per chi? Ecco un controprova della sua partigianeria e qui niente di male, ma inaccettabile per la terza carica della Repubblica e rappresentante del popolo, della maggioranza e ancor di più delle minoranze! Questi, diciamolo pure, oggettivamente impari rispetto al volere della maggioranza! Anche Pettini era partigiano! di nome e di fatto, ma mai a mia memoria qualcuno, nemmeno nei periodi più forcaioli, anche nei momenti più bui e foschi della vita Parlamentare,  hanno avuto mai a ridire sul ruolo istituzionale. MAI! Ma stiamo parlando di altri tempi di altri Uomini/Donne di altre stature morali e culturali!.

Mi dispiace Presidente Boldrini lei ha sbagliato.

riceviamo e pubblichiamo – Peppe Giannetto

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