La frustrazione

frustrazione-240x24011\03\2014 – In psicologia si definisce “frustrazione” lo stato psicologico conseguente alla mancata gratificazione di un desiderio, o relativo ad una condizione che non ha garantito la soddisfazione di un bisogno. Esiste una serie di cause che comportano l’esposizione dell’individuo a tale stato, tra questi:

1) I bisogni primari: sono i bisogni necessari per la sopravvivenza e la vita della persona. Si tratta per lo più di bisogni fisiologici e istintivi. Fanno parte dei bisogni primari alcune azioni indispensabili per la sopravvivenza, tra questi bere, mangiare e dormire. Altri importanti bisogni primari degli organismi viventi sono la sicurezza e la riproduzione. Affrontare un ambiente fisico che ha leggi proprie, non sempre corrispondenti ad una immediata soddisfazione delle esigenze dell’organismo, può generare un senso di frustrazione.

2) Fattori sociali: l’uomo vive in un ambiente sociale che egli stesso ha modificato secondo le sue esigenze. Tuttavia capita spesso che le norme sociali, vincolando i comportamenti degli esseri umani, impediscano la soddisfazione dei desideri del singolo.

3) Fattori personali si suddividono in biologici, psicologici e sociali.

  • Tra quelli biologici troviamo le caratteristiche relative all’organismo, spesso causa di disadattamento, in quanto percepite come limiti o elementi di differenze dalla norma (ad es. essere piccolo di statura, avere un colore diverso di pelle, indossare gli occhiali). In questo caso non è la situazione in sé ad essere causa di disadattamento, bensì la percezione negativa di diversità.

  • I fattori psicologici sono quelli relativi alla mancata soddisfazione di scopi personali, dovuta a motivi legati a contesti ambientali e interpersonali in cui non ci si sente liberi di decidere, costretti a rinunciare ai propri desideri e valori.

  • I fattori sociali riguardano prettamente la società. Appartenere a un certo ambiente o classe sociale può generare stati di frustrazione, qualora il desiderio sia quello di vivere in un contesto diverso.

Quali sono le più comuni reazioni al senso di frustrazione?

1) La persistenza dell’ostacolo: quanto maggiore è l’incentivo-motivazione, tanto maggiore sarà la tendenza a persistere nel raggiungimento di quella gratificazione che risulta impedita dalla persistenza dell’ostacolo.

2) La reazione aggressiva, che a seconda dei casi può essere eterodiretta (rivolta verso l’esterno) oppure autodiretta (rivolta su di sé), è tipica di quei casi in cui il senso di frustrazione permane per troppo tempo. In queste situazioni è possibile che il soggetto, sperimentando uno stato emotivo rabbioso, possa mettere in atto reazioni aggressive, reinvestite sullo stesso oggetto con modalità disfunzionali, o verso altri oggetti.

3) Ansia, Angoscia e Apatia sono alcune delle condizioni inerenti allo stato psicofisico tipico di quei casi in cui l’entità della frustrazione subita, è percepita così tanto elevata, da superare i limiti di tolleranza da parte del soggetto.

La frustrazione, però, è uno stato che si può affrontare e superare, attraverso strategie che ci permettano di rientrare in uno stato mentale positivo. L’obiettivo diventa, quindi, non evitare di sperimentare questo stato, ma riuscire a raggiungere un buon livello di sopportazione che ci consenta di perseguire un più realistico scopo, o che ci porti ad utilizzare nuove e più funzionali modalità per raggiungere lo stesso scopo così tanto importante per noi. Una delle tecniche utilizzate si definisce “dialogo interiore”, che ci consente di avere una “giusta visione delle cose”. Ecco alcune delle frasi che possiamo dirci quando viviamo situazioni spiacevoli, che a lungo andare, possono generare un forte senso di frustrazione:

– “è fastidioso, ma posso sopportarlo”

– “mi piacerebbe, ma se non lo ottengo non sarà la fine del mondo”

– “mi disturba, ma non durerà a lungo”

E’ sempre bene precisare che questo articolo ha il solo scopo di introdurre un argomento molto vasto, che può riferirsi al sintomo di una sofferenza psicologica che andrebbe indagata da specialisti della salute mentale, in grado di aiutare il soggetto ad affrontare tempestivamente il disagio.

Dott.ssa Olga Iiriti

Psicoterapeuta cognitivo – comportamentale

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