L’evoluzione del sistema fiscale in periodo di crisi!

Di Leo Iiriti – La richiesta di assoluzione del Procuratore Generale di Milano riguardo al processo Dolce e Gabbana qualora soldivenisse accolta dal giudice in appello, e successivamente confermata in Cassazione, cambierebbe radicalmente il sistema di fare impresa in Italia, portandoci a profonde riflessioni. Con la richiesta del Procuratore Generale, in riferimento ad uno dei marchi simboli del made in Italy, analizzando lucidamente le motivazioni che supportano tale richiesta, si evince chiaramente che in Italia, il sistema impresa vacilla in una logica che va al di là degli interessi nazionali. In poche parole, Dolce e Gabbana, marchio di grande rilevanza mondiale, ha tutto il diritto di utilizzare quegli escamotage, accettabili dal punto di vista legale, per tutelare e promuovere il valore della propria azienda. Questo significa che, se l’Italia ha una tassazione troppo alta, l’azienda che, nel caso specifico, ha localizzato la sede in Lussemburgo per pagare delle royalty inferiori sulla distribuzione dei dividendi, è legittimata a farlo a tutela del proprio interesse. Quindi se in Italia si pagano troppe tasse, considerando il nuovo concetto di economia globale, si può delocalizzare per ottenere una tassazione inferiore che possa consentire di far migliorare il posizionamento dell’ azienda sul mercato. In questo modo si verifica un ammissione di colpa, le aziende in Italia sono super tassate, questo riduce la loro competitività e tutto ciò potrebbe renderle particolarmente esposte alle altre imprese che, localizzate in altri stati, avrebbero una maggiore forza sul mercato. Se gli altri stati permettono alle loro aziende di spostare la sede principale per pagare meno tasse, e l’Italia non dovesse accettare questo compromesso, tutto ciò porterebbe alla vendita delle società italiane a società straniere. Se la FIAT, sempre per parlare di casa nostra, intende spostare la sede legale in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna, questo significa che non ci sono le condizioni, oggi, per fare impresa mantenendo alti i livelli di competitività. Quale sarà il futuro della richiesta del Procuratore Generale non si può prevedere, di sicuro vengono accesi i riflettori su un punto debole del nostro sistema, fornendo anche una possibile soluzione ai problemi di eccessiva tassazione che le aziende devono sopportare. Tutto ciò deve portare ad una rapida riforma del fisco, e dell’accesso al credito, regolamentando il sistema bancario. Queste oggi sono le priorità per risollevare il nostro paese, rilanciare gli investimenti, abbattere il debito, tutto il resto può aspettare. Il Governatore della Banca d’Italia, ieri, ha dichiarato che l’Italia non è assolutamente in grado di tagliare i famosi 50 miliardi che serviranno per la riduzione del debito a partire dal 2015, a meno che non si voglia abbattere l’economia italiana, in un momento delicato per il sistema politico europeo dove partiti di destra di identità nazionale stanno prendendo il sopravvento, guardando alla vittoria della Le Pen in Francia. Oggi bisogna prendere atto che l’unico modo per risollevare l’Unione Europea è quello di rivedere i parametri, pianificando la nascita degli eurobond, in modo che ci possa essere davvero un percorso con obiettivi comuni, lasciando alle spalle i fallimenti e guardando alla costruzione di una nuova politica che abbia al centro dei suoi interessi il valore della comunità.

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