Nymphomaniac: Lars Von Trier e il porno d'autore - Ilmetropolitano.it

Nymphomaniac: Lars Von Trier e il porno d’autore

Nel panorama autoriale cinematografico contemporaneo, si distingue per l’audacia e la competenza filmica, il cineasta danese Lars Von Trier. Un regista che possiede la filmografia più applaudita e più discussa della produzione cinematonymphomaniacgrafica. Se in passato aveva già fatto parlare di sé ad Hollywood per le idee estreme del fare cinema, quel furbacchione di Lars decide di cavalcare l’onda del porno autoriale. In una dichiarazione del regista, si rifletteva su quanto il porno sia “il genere peggio girato e allo stesso tempo il più visto”. Che cosa accadrebbe se il genere pornografico (che si distingue da quello erotico per la totale mancanza di narrativa e di inesistente rigore semiotico) venisse inondato dall’esperienza autoriale di un regista visionario e anticonvenzionale? Ecco che nasce l’idea di un film con protagonista Charlotte Gainsbourg, la ninfomane Joe, fiera di definirsi tale e persa, al tempo stesso, in questa sorta di natura contorta. La trama del film non è altro che la confessione di Joe a Siligman (John Stellan Skarsgård) delle esperienze sessuali estreme vissute. Il disagio e la depressione, il dolore e la continua ricerca di un equilibrio più psicologico che fisico. A conti fatti la storia di Joe potrebbe essere una normale trama trattata con attenzione e maneggiata con cura attraverso guanti di velluto. Chiunque avrebbe potuto portare al cinema un tema particolarmente delicato come quello di  Nymphomaniac, senza dover per forza ricorrere ad esplicite scene di sesso. Da sempre il cinema funziona grazie alla narrazione silente, scene raccontate piuttosto che mostrate, paradossalmente un’azione descritta suscita più clamore di un’azione mostrata nella sua completa ed esplicita natura. Ovviamente lo scandalo è la migliore arma promozionale per un prodotto cinematografico, ed è per questo che il tanto rumore attorno Nymphomaniac ne ha comportato la fortuna al boxoffice. E per quanto la storia di Joe possa avere un fondamento affascinante per la caratteristica psicologica che si cela dietro molte persone affette da ninfomania, dove il genere autoriale si arricchisce di un gradino in più nella scala delle sfide etico-morali, lo spettatore – di questo – può farne tranquillamente a meno.

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About the Author: Ilenia Borgia