India, stuprata ed impiccata per vendetta dopo denuncia - Ilmetropolitano.it

India, stuprata ed impiccata per vendetta dopo denuncia

La recente cronaca indiana ci sta dimostrando come gli stupri siano purtroppo all’ordine del giorno e le dinamiche siano quasi sempre simili, con una sola tragica conclusione. Una donna indiana di 44 anni è stata infatti trovata impiccata mercoledì con un sari, tradizionale abito indiano, ad un albero di guava nello Stato dell’Uttar Pradesh. Secondo quanto riferisce oggi l’emittente Ndtv, i suoi familiari sosterrebbero che sia stata stuprata da un branco e poi uccisa. L’omicidio è avvenuto nello stesso Stato indiano dove due settimane fa, nel distretto di Badaun, sono state trovate impiccate ad un albero di mango due cuginette di 14 e 15 anni, violentate e poi uccise, in una vicenda che ha suscitato  a livello internazionale indignazione e sconcerto misti ad impotenza. Questo nuovo caso, come precisa la tv, è avvenuto martedì notte nel distretto settentrionale di Bahraich, a 130 chilometri dalla capitale Lucknow, ma bisogna prestare attenzione anche sul fatto che la vittima avesse denunciato proprio pochi giorni prima dei produttori illegali di liquori. Il figlio della donna ha confermato che sua madre aveva denunciato giorni fa l’esistenza nella zona di una mafia dei liquori prodotti illegalmente, motivo per cui nella denuncia presentata alla polizia i familiari della donna hanno incluso le generalità di cinque presunti responsabili dell’omicidio. Intanto però vi è da aggiungere che l’autopsia realizzata sul cadavere non ha confermato l’esistenza certa dello stupro, pur se la polizia attende comunque i risultati di esami più specifici per esprimersi con correttezza al riguardo. L’unica certezza risulta essere dunque questa pratica barbarica subita dalle vittime di stupro, abusate ed uccise e quindi reificate per ben due volte, poiché gettate quando non servono più come un qualsiasi oggetto di cui si ha l’urgenza di disfarsi, quando si sa che non potrà essere riutilizzato.

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About the Author: Giulio Borbotti