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Giornata mondiale del rifugiato

In tutta Italia si moltiplicano le azioni di accoglienza – i volontari che vanno a vivere con gli immigrati. – Nella provincia di Cuneo il campo di accoglienza per i lavoratori chiude i cancelli

Circa 500 persone immigrate cercano un alloggio a Saluzzo nella provincia di Cuntendesaluzzoeo per lavorare nei frutteti; ma le 32 tende allestite da inizio giugno da Comunità Papa Giovanni XXIII eCaritas ospitano già 174 persone e sono vicine ormai alla capienza massima di 210 persone. Per gli altri 300 si chiede l’attivazione urgente dei comuni vicini. Nel 2013 erano stati circa 700 i braccianti africani che si erano accampati nella periferia di Saluzzo in condizioni fatiscenti. Giulia Finocchiaro della Papa Giovanni è (insieme a Luca Rinaudo della Caritas) responsabile del progetto: «Attorno al campo si è creata una bella rete di solidarietà, ci aiutano i ragazzi delle parrocchie, gli scout, i Focolarini; anche con le istituzioni c’è un buon dialogo.  Ma fuori dai cancelli abbiamo dovuto mettere un cartello: il campo è al completo. I ragazzi continuano ad arrivare ma noi non possiamo più accoglierli». Alcuni degli ospiti del campo hanno un permesso di soggiorno per protezione internazionale (umanitaria, sussidiaria o asilo politico). «Dentro al campo – continua Giulia – ci sono le docce con l’acqua calda, i fornelli per cucinare, tavoli per mangiare e la televisione per guardare i mondiali. 120 biciclette ci sono state donate e possono essere usate dagli immigrati pagando una cauzione di 15 euro. Ognuno ha un piatto, un bicchiere, delle posate, e un cartellino giallo con nome, cognome, nazionalità e numero di tenda. Ieri abbiamo montato altre 4 tende». La Comunità Papa Giovanni XXIII celebra in questo modo la Giornata Mondiale del Rifugiatodel 20 giugno: oltre a chi cerca lavoro a Saluzzo sono più di 80 i profughi, tutti giovanissimi, che hanno trovato un tetto in case famiglia o in strutture appositamente attrezzate dalla Comunità a seguito dell’emergenza sbarchi. 49 richiedenti asilo sono stati accolti in convenzione con le prefetture di Rimini, Forli e Faenza/Ravenna, dalla fine marzo 2014 in poi. Giuseppe Piacenza è fra i referenti nazionali dell’Associazione per i rifugiati: «La prima risposta che viene fornita è l’accoglienza, seguendo il modello della condivisione diretta per cui i nostri volontari vanno a vivere insieme con gli immigrati». A Rimini volge al termine proprio in questi giorni il progetto Fer (Fondo europeo per i rifugiati) che vede la Comunità come capofila. Sono stati accompagnati in un percorso verso l’autonomia circa altri 30 rifugiati, tra cui un minore non accompagnato e una donna con due bambini. Il progetto ha coinvolto rifugiati presenti già da qualche anno in Italia (alcuni sbarcarono nel 2011 durante la precedente emergenza Ena-emergenza Nord Africa). Per il 46,7% delle persone accolte in Italia la Comunità Papa Giovanni XXIII non riceve alcun aiuto economico da parte delle istituzioni né alcun contributo da parte della persona stessa o dei suoi familiari. Fino al 22 giugno è possibile donare 2 euro per le accoglienze nelle case famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII inviando un SMS solidale o telefonando da rete fissa al numero 45503.

 

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