Fallimento Italia: colpa di Balotelli o dei Senatori? - Ilmetropolitano.it

Fallimento Italia: colpa di Balotelli o dei Senatori?

Premesso che stiamo parlando di sport, di calcio, certamente l’attività più diffusa al mondo, ma, come scriveva Karl Marx nella Critica della filosofìa hegeliana del diritto pubblico che “la religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli“, oggi questa frase sembra si addica molto meglio al calcio, ai calciatori, che rappresenterebbero il surrogato contemporaneo della religione, una sorta di “religione pagana di massa”. Ecco perché parlare di ciò che è accaduto dopo l’eliminazione ai mondiali da parte della nazionale italiana, giustamente, deve essere trattato e in maniera seria o quantomeno seriosa. Sappiamo tutti del terribile flop che ha registrato nelle sue tre partite l’Italia e sappiamo tutti l’epilogo amaro del match decisivo contro l’Uruguay, caratterizzato dall’arbitraggio scandaloso, dal morso del “vampiro Suarez” a Chiellini ma soprattutto dalla vicenda Balotelli, sostituito durante l’intervallo su decisione del ct e degli “anziani” del gruppo che lo avrebbero scaricato platealmente per il suo “lassismo” in campo. Oggi si legge ovunque su internet dei vari motivi della esclusione di Balotelli dopo 45 minuti, della frattura con Prandelli nata in 5 minuti durante l’intervallo del match contro la “celeste”, dei “Senatori” Buffon e De Rossi (su tutti) che lo avrebbero tagliato fuori, del modo infantile di reagire da parte di Mario, regalandosi una cresta biondo platino all’indomani della sconfitta per poi scrivere su Twitter di essere stato trattato come uno diverso (parla di “fratello negro”). In tutto ciò si apprende come Balotelli sembra essere diventato il capro-espiatorio di tutto, la colpa di tutti i mali. Altri, una minoranza (ma capeggiati dalla illustre testata economica de “Il Sole 24 ore”), sostengono viceversa la tesi della “colpa” da imputare a quei “senatori” di cui sopra, che avrebbero preso il timone di una barca che doveva essere condotta in modo diverso. La verità probabilmente, ora che le acque sono meno agitate, sta come sempre in una via di mezzo. Balotelli? Si, certamente è un personaggio strano, uno di quelli che posso affascinare (pochi) come farsi odiare (ai più) ma certamente è un individuo che, come calciatore, specie come “Dio-calciatore” secondo il teorema in premessa espresso, è un calciatore mediocre. Tutte le doti che si vedono in lui non sono sufficienti a farlo entrare nell’olimpo dei calciatori, quelli con la “C” maiuscola tanto per intenderci, perché un calciatore da tutto in soli 90 minuti, senza “se” e senza “ma”, ecco che non si possono avere attenuanti per chi fa peggio del peggio in due partite (Costarica e Uruguay) pur avendo fatto molto bene nella prima (Contro l’Inghilterra). Gli dei non ammettono errori. Guardiamo Suarez, un dio che sale dagli inferi (della infermeria) e trascina l’Uruguay agli ottavi ma si concede un lusso “terreno” di azzannare un collega. Stangata e fuori dai giochi, mondiale finito per lui e, forse, per tutta la sua nazione. Difficilmente lo vedremo più tra gli “dei” uno che ha morso un avversario in una diretta seguita da 128 paesi nel mondo, causando un probabilissimo flop della sua nazionale!!! Pertanto prendiamo Balotelli per quello che è, un calciatore, non un Dio, può giocare (forse) in squadre di vertice nei club, ma non merita assolutamente il palcoscenico della (sacra) maglia azzurra, tantomeno i gradi assegnatigli dal ct Prandelli di “Giocatore fondamentale per il gioco dell’Italia”. Veniamo ai senatori, su tutti Buffon e De Rossi, chi conosce la vita di spogliatoio, di qualsiasi sport di equipe, sa che esistono delle ovvie quanto naturali gerarchie, come nella vita. Con un’unica differenza però, che nello spogliatoio comanda sempre e comunque una persona: l’allenatore. Lui può far tacere chiunque, senatori e non. Mourinho, Capello, Ancelotti, persino il Trap sono allenatori che prima curano l’aspetto psicologico e le “gerarchie” imponendo il comando, l’ultima parola, solo a se stessi, nel bene e nel male. Se qualche “senatore” scavalca questa gerarchia, “costringendo” addirittura un cambio di assetto tattico in una partita dei mondiali, anche lì… il problema è come per Balotelli… il problema è sempre e solo dell’allenatore! Unico reo, colpevole in pieno del fallimento: Cesare Prandelli! Assolti con formula piena sia Balotelli che i “senatori”. Perché Prandelli ha deciso di fondare tutto su Balotelli, sapendo meglio di noi che non era un “Dio” da meritarsi tale onore, perché Prandelli ha deciso di lasciare a casa Destro e Rossi assieme a qualche altro senatore che probabilmente ci avrebbe fatto andare avanti in questi mondiali, qualcuno come Gilardino, Toni o Totti! Ecco perché accogliamo con piacere le dimissioni di Prandelli che dimostra la coerenza e la fierezza dell’uomo che, su tutti, riconosce che il fallimento al 99% è dipeso da lui. Chapeux! Ma l’olimpo non perdona, fuori Cesare dentro un altro e possibilmente che sia uno con gli attributi, tipo Ancelotti e se non è possibile trovarne uno così allora che ci si affidi ad una soluzione interna della Federazione come si usava negli anni d’oro di Bearzot e Vicini.

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