Mondiali, espulso l'italiano fintosi disabile per ottenere il pass ed invadere il campo - Ilmetropolitano.it

Mondiali, espulso l’italiano fintosi disabile per ottenere il pass ed invadere il campo

BrasileUn l’italiano che si è finto disabile invadendo il campo dell’Arena Fonte Nova di Salvador durante Belgio-Stati Uniti, è stato espulso dal Brasile. La polizia federale, dopo averlo schedato, gli ha imposto di lasciare il Paese entro tre giorni, poichè in caso contrario, il giovane sarebbe arrestato e trasferito. Sta facendo molto discutere l’ennesima invasione ad opera di un soggetto che da tutti è conosciuto come “Il Falco”. L’italiano è entrato sul terreno di gioco al 16′ di Belgio-Usa con le scritte sulla maglietta: “Save Favelas Children” e “Ciro vive”, ma la vera bufera riguarda la modalità di ingresso allo stadio. Il Falco infatti sarebbe entrato a Salvador addirittura con un pass per disabili e questo risulterebbe inaccettabile, insomma un ennesimo scandalo in seguito a quello dei due tifosi pizzicati ad alzarsi in piedi, nonostante una sedia a rotelle, dopo i gol di Brasile e Argentina, facendo comprendere come qualcosa non vada nel sistema di controlli adoperati. La reazione della Fifa tuttavia non si è fatta attendere, intervenendo attraverso le parole del segretario generale Jerome Valcke: “E’ una vergogna, questa persona è il peggiore esempio e deve essere punita”. Mario Ferri, l’invasore italiano, dal canto suo cerca di spiegare all’Ansa i motivi della sua scelta: “Utilizzare la carrozzella, fingendo di avere un piccolo gesso alla gamba, era l’unico modo per arrivare a bordo campo. Moralmente non è un bel gesto, chiedo scusa a chiunque si sia offeso. Ma era l’unico modo per lanciare due messaggi di pace: uno per i bambini delle favelas e l’altro per il tifoso napoletano ucciso, e chiedere un calcio pulito”. Il Falco aveva anche postato su Facebook un video in cui, nel dettaglio, veniva illustrato il momento che precede l’invasione spiegando: “Ecco il video pre-invasione dove ho finto di essermi operato al ginocchio e di conseguenza potevo accedere vicino al campo! Era l’unica soluzione!”. Seppur l’intento può sembrare nobile, non appare altrettanto giustificabile il mezzo utilizzato, anche l’uomo afferma di aver ricevuto messaggi di solidarietà dai tifosi del Napoli. Sino ad ora “il Falco” non poteva ancora lasciare il Brasile, perché le autorità locali avevano bloccato il suo passaporto e era in attesa della cauzione per la libertà, dopo aver affidato il suo caso a un avvocato di Isernia che, dall’Italia, starebbe cercando tutte le strade per difenderlo.

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About the Author: Giulio Borbotti