Immigrazione clandestina: barcone naufraga al largo della Libia, salvati invece 260 migranti nel Canale di Sicilia

Si è consumata oggi una nuova tragedia dell’immigrazione clandestina: un barcone carico di profughi è naufragato al largo della Libia, a circa 100 chilometri a est di Tripoli, come ha reso noto il portavoce della Marina libica. Sarebbero almeno 20 le persone morte e decine quelle disperse in acqua, secondo quanto riportato dai 22 clandestini tratti in salvo, poichè a bordo c’erano circa 150 immigrati. “Una pattuglia ha messo in salvo 22 immigrati clandestini che erano aggrappati ai resti del loro barca”, ha detto il colonnello Kassem Ayoub, portavoce delBarcone immigrati clandestinila marina libica, aggiungendo che oltre venti corpi sono stati recuperati. Secondo i sopravvissuti dunque erano circa 150 i migranti che, provenienti dall’Africa sub-sahariana, erano a bordo dell’imbarcazione affondata purtroppo al largo di Al Khums, ma diretta verso le coste italiane. Tuttavia non era la sola e non sarà nemmeno l’ultima imbarcazione che punta all’Italia come sua destinazione, infatti è notizia di stamane quella di una nave dell’unità della Marina militare impegnata nel dispositivo “Mare nostrum” che ha soccorso circa 260 migranti nel Canale di Sicilia, provenienti da due differenti natanti, facendo rotta verso il porto di Pozzallo, nel Ragusano, dove erano in corso i preparativi per l’arrivo dei nuovi immigrati e dove la polizia di Ragusa, nel frattempo, ha proceduto al trasferimento degli extracomunitari del centro di accoglienza. Secondo le recenti statistiche altri cinquantamila, che si aggiungeranno agli oltre 80 mila già arrivati dal primo gennaio, sono previsti entro agosto per un totale di ben 130 mila migranti, mentre l’Europa non riesce ad imporre una vera linea da seguire ed a tracciare delle regole efficaci e sufficienti per impedire di continuare ad agire su questa scia di eventi che si ripetono in modo sempre più tristemente uguale, senza soluzioni reali apparenti. Intanto gli Stati europei dovrebbero anche aumentare la loro capacità di insediamento o di ammissione umanitaria, le due forme di accoglienza, poichè l’Europa sembra di fatto aver lasciato sola l’Italia, non essendoci stato alcun investimento dei paesi europei rispetto alle richieste del governo italiano, in particolare per il soccorso in mare, affidando in sostanza tutto il peso dell’immigrazione sulle spalle dell’Italia.

 

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About the Author: Giulio Borbotti