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La lunga estate caldissima del Governo Renzi

Doveva essere l’estate di Renzi, colui che avrebbe dovuto traghettare il paese dal purgatorio al paradiso, invece ad oggi la sua barca sembra sempre più arenata, ed il Premier continua a perdere pezzi e credibilità. Ieri il turno di Sel, durissimi gli attacchi del presidente Vendola: “Non ci pieghiamo ai ricatti”, dichiara, facendo ostruzionismo alla linea del Pd sulle riforme e accusando la maggioranza di utilizzare metodi e linguaggi della vecchia politica dopo le minacce di Lotti di rompere ogni alleanza alle prossime amministrative e regionali. Nel frattempo un altro pezzo grosso non stenta a bersagliare Renzi, ed è Della Valle che rivolgendosi direttamente a Napolitano ci tiene a sottolineare come la Costituzione sia stata scritta da uomini di grosso calibro come Einaudi, non la si faccia cambiare da “l’ultimo arrivato seduto in un bar con un gelato in mano”, spiegando che le argomentazioni e i piani del Governo non sposteranno di una virgola il futuro del paese, anzi, sembra essere tornati al vecchio politichese. Fra accuse, contro accuse, frecciatine e presunti divorzi resta il fatto che sulla riforma del Senato c’è la confusione più totale e la maggior parte degli emendamenti resta al palo, ma Renzi rassicura: “tengo duro e non mi faccio ricattare da chi pensa solo alla poltrona”, anche se forse, in queste condizioni, con la sorte del paese in ballo, quello che sembra essere attaccato alla poltrona sembra lui.

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