Lo "scandalo delle mele". Iniziativa choc nel padovano - Ilmetropolitano.it

Lo “scandalo delle mele”. Iniziativa choc nel padovano

mele-16093109:45 – Ieri mattina, in un’azienda del Veneto, una buona parte del raccolto di mele è stata distrutta davanti a diversi produttori della zona. Siamo in provincia di Padova, dove in questi giorni è scoppiato lo “scandalo delle mele” perché i produttori ricevono offerte di acquisto ad un prezzo ormai vicinissimo allo zero. Nella Bassa Padovana le mele della varietà “Golden delicious” sono quotate addirittura tra i due e i tre centesimi al chilo. La Coldiretti Padova aveva spiegato che “Con questi prezzi non si coprono nemmeno un terzo delle spese di raccolta, quindi le mele ormai mature vengono lasciate sugli alberi”. Ed ecco l’iniziativa choc, annunciata mercoledì, di distruggere il raccolto, come forma di protesta e di denuncia verso una crisi del settore ortofrutticolo, oggi aggravata dagli effetti dell’embargo russo – deciso da Putin in seguito alle sanzioni della Ue per le vicende ucraine – e dalle distorsioni di una filiera “drogata e senza regole” dove a rimetterci sono solo i produttori ed il consumatore finale. Come spiega il direttore di Coldiretti Padova, “Con una remunerazione di 2-3 centesimi al chilogrammo per le mele nostrane siamo molto lontani dal coprire le sole spese vive di raccolta, di almeno 10 centesimi al chilo. A questo bisogna aggiungere i costi di produzione, in media 13-15 centesimi per ogni chilogrammo di mele. Quindi il produttore per sostenere le sole spese dovrebbe ricevere almeno 25 centesimi al chilo. Oggi siamo addirittura ad un decimo di questo valore minimo, mentre le famiglie devono sborsare almeno 1,50-1,70 euro per un chilo di mele al dettaglio, fino ad arrivare anche a 2,50 euro”. Ed anche il presidente di Coldiretti Padova, spiega “Il prezzo riconosciuto ai produttori ortofrutticoli in questi giorni è scandaloso e vergognoso ormai siamo vicini allo zero e alla mercé di operatori commerciali senza scrupoli che speculano sulla crisi del settore e sugli effetti dell’embargo russo per lasciare in campo i prodotti italiani e acquistare dall’estero. Il tutto senza alcun beneficio per il consumatore finale che continua a pagare la frutta e la verdura a caro prezzo e non può scegliere i prodotti autentici del nostro made in Italy. Per questo motivo Coldiretti ha lanciato in tutta la nostra regione la campagna ‘Scegli Veneto’, per fare squadra intorno alla produzione locale e invitare le istituzioni a fare la loro parte attivandosi e sostenendo la nostra filiera agricola, coinvolgendo anche la grande distribuzione organizzata.”

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About the Author: Katia Germanò