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Etichetta per Social Network

snBuon senso e regole guidano, o almeno dovrebbero, il nostro quotidiano. Le parole pronunciate, i comportamenti in pubblico e le azioni perseguite. Spesso tutto questo viene accantonato quando ci caliamo nel mondo dei social network, quasi come se il virtuale rimanesse tale e fosse celato da un velo che lo protegge. Non è proprio così in realtà. I social, nati per socializzare e mettere in comunicazione, possono rivelarsi in realtà un arma a doppio taglio. Primo fra tutti Facebook. A differenza del quotidiano, ciò che scriviamo sui social lascia una traccia indelebile. Sciocchezze scritte, offese gratuite, frasi sconvenienti, non sono volatili come una frase pronunciata. Anche nel virtuale valgono le stesse regole di comportamento e la stessa prudenza necessari nella vita reale. sorpresa Il DailyDot ha stilato una lista di sette regole da rispettare su Facebook per non incappare in spiacevoli conseguenze, anche a tutela della nostra reputazione.

1) Postare la prova di un crimine che hai commesso.

Bhe, di certo non troveremo mai un assassino che pubblica un selfie con la propria vittima, ma non sono rari i casi di ladruncoli maldestri che pubblicano foto con lo smartphone appena rubato.

Forse, questa è l’unica regola che ometterei, maldestro o no, rimani sempre un ladro.

2) Tutto ciò che incita all’odio.

La bacheca che tanto viene riempita di frasi, citazioni, video e foto, non nasce come piazza virtuale per l’incitamento all’odio razziale o alla violenza. I post sconvenienti verranno bloccati dal social e dai vostri amici.

sussurro3) Post contenenti informazioni private che sarebbe meglio comunicare di persona.

Ammettiamolo, Facebook è come essere nella piazza affollata della propria città o in mezzo al mercato all’ora di punta delle massaie. Chi mai parlerebbe di argomenti privati in tali circostanze? Perché allora sbandierarli al mondo in un “luogo” dove chiunque può leggerle?

4) Mettere “mi piace” su notizie tristi.

Like significa che qualcosa piace, è gradito! Non è come una pacca sulla spalla. Qualcuno disse “Se non hai nulla di intelligente da dire rimani zitto”, questo vale anche in queste situazioni. Fate attenzione a ciò che può risultare sconveniente, anche sui social.likes

5) Citare qualcuno che non vorrebbe essere nominato.

Non a tutti fa piacere sapere che il mondo intero sappia dove si trovava in un preciso momento. La privacy esiste per tutti. Prima di geolocalizzare qualcuno, taggarlo in una foto o rivelare dove si trovava è sempre meglio assicurarsi che l’interessato sia concorde.

6) Pubblicare qualcosa che potrebbe compromettere la carriera lavorativa.

Pubblicare foto compromettenti in atteggiamenti poco consoni di certo non aiuterà la tua carriere. Mostrereste il vostro lato peggiore durante un colloquio di lavoro o di fronte al vostro principale? Per quale motivo allora pubblicarlo in un luogo, seppur virtuale, dove tutti possono vederlo e diffonderlo? Sappiate che molto spesso i datori di lavoro cercano informazione sugli aspiranti candidati nei social network.

Fb7) Pubblicare foto o post intenzionalmente stupidi.

Ciò che ti fa ridere oggi, potrebbe imbarazzarti domani. Gli esperti consigliano di chiedersi, prima di postare qualcosa, di valutare cosa ne penserebbe tua nonna. Insomma, attenzione alla reputazione, è più semplice e rapido minarla di quanto non necessiti per riabilitarla.

Queste regole non sono banali, forse non sono da rispettare alla virgola ma di certo dimostrano che in tutto ciò che si fa, sia nel mondo reale che in quello virtuale, il buon senso e la coerenza dovrebbero sempre guidare le nostre azioni.

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About the Author: Annalisa Brivio