Matrimoni gay, Alfano: cancellazione e annullamento delle trascrizioni - Ilmetropolitano.it

Matrimoni gay, Alfano: cancellazione e annullamento delle trascrizioni

Come era prevedibile, anche il dibattito sul matrimonio gay, al pari della riforma sul lavoro, ha inevitabilmente determinato una scia di polemiche e contrapposizioni piuttosto feroci. Nelle ultime settimane si è assistito ad episodi che definire singolari è un eufemismo e che, tra la perplessità della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, ha visto alcuni sindaci adoperarsi nella direzione della trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. Ma, dopo giorni di incertezza, di agire completamente autonomo di alcuni rappresentanti istituzionali e di tribunali che travalicano le loro attribuzioni costituzionalmente attribuite, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha deciso giustamente di intervenire, prendendo una decisione che sin da subito a scatenato le ire dei primi cittadini che, contrariamente a quanto previsto dalla legge, avevano deciso di procedere in modo del tutto autonomo ed arbitrario.

Il segretario del Nuovo centro destra, infatti, aveva annunciato l’imminente invio di una circolare, da parte del Ministero, ai Prefetti  affinché questi questi rivolgessero ai i sindaci un invito formale al ritiro e alla cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. E non solo, perché, “in caso di inerzia” è chiarito che “si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati”. Una presa di posizione dura e coraggiosa quella dell’ex braccio destro di Silvio Berlusconi che, inevitabilmente, si è esposto in prima persona alle ire dei sindaci favorevoli alle trascrizioni e degli esponenti del pd, come il Presidente Matteo Orfini che, affidando a twitter il proprio pensiero ha scritto che, a differenza di quanto stabilito da Alfano, i matrimoni gay dovrebbero essere resi possibili anche in Italia.

In questa circostanza, tuttavia, il leader di Ncd non si è curato delle conseguenze che si sarebbero create ed, esponendosi rispetto ad un tema scottante e controverso all’interno della stessa comunità omosessuale, ha giustamente ricordato, intervenendo a Rtl 105.5, che “Il punto è uno: a ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane. “In Italia – ha continuato – non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge”. Il ministro, inoltre, nel tardo pomeriggio, tramite i social network ha anche pubblicato il link attraverso il quale è consultabile il teso della circolare in seguito inviata ai Prefetti. Per leggerla è sufficiente cliccare qui.

grafico-down-crisiResta da fare, in conclusione, una riflessione piuttosto amara. Molti esponenti politici, istituzionali o meno, che stanno avallando il riconoscimento di certi diritti, come espressione di civiltà europea, non si sono curati e non si curano, invece, con la stessa forza e veemenza, dei diritti dei tantissimi italiani che, a causa della crisi, hanno perso non solo il lavoro ma anche la dignità, cosi come delle famiglie – naturali e tradizionali – che hanno avuto e continuano ad avere il merito di tenere in piedi un Paese che, diversamente, sarebbe andato incontro a conseguenze ben più drammatiche già diversi anni fa. Nessuna minaccia di ribellione contro le troppe tasse imposte dai profeti dell’austerità e del rigore, nessuna ribellione contro le delocalizzazioni, le selvagge speculazioni privare, i suicidi, e tanto altro ancora, nessuna minaccia di ribellione contro le imposizioni di Organizzazioni potenti – tra cui il Fondo monetario internazionale, l’Organizzazione mondiale del commercio, come anche i grandi gruppi bancari o le istituzioni finanziarie – che stanno condizionando pesantemente la vita del nostro Paese, falsando ogni procedimento democratico e trasformando l’uomo in un mero numero all’interno di una catena di numeri senza valore. Forse è proprio vero: questo Paese sta attraversando una crisi non solo sociale ed economica, ma anche e soprattutto etica e culturale.

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About the Author: Luigi Iacopino