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Aeroporto dello Stretto: di chi sono le responsabilità

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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Aeroporto dello Stretto

aeroporto dello strettoL’aeroporto dello Stretto si troverebbe con le spalle al muro, così come è stato dichiarato nei giorni scorsi dal Presidente della Sogas Carlo Alberto Porcino, il quale tiene alta l’attenzione sullo scalo reggino allarmando riguardo i bilanci in rosso, il conseguente rischio di fallimento e cercando di far trasparire le responsabilità. A leggere il comunicato stampa diffuso dalla Regione Calabria, l’assessore ai trasporti Luigi Fedele, è deciso quando afferma di non capire sulla base di quali elementi Porcino dica che la Provincia di Reggio Calabria è l’unico ente in grado di garantire aiuto e supporto alla crescita dell’aeroporto in riva allo Stretto. Porcino è un presidente che ha economizzato le spese della gestione ma anche l’attuale amministrazione regionale non ha mai lesinato sforzi per il rilancio del Tito Minniti, considerando l’ampliamento dell’offerta di voli dello scalo aeroportuale reggino, con l’aggiunta di nuove tratte e della charteristica, uno dei punti focali su cui puntare. E’ dai primi mesi di questa legislatura infatti, che la Regione Calabria ha varato una serie di concreti interventi, ed ha messo in campo finanziamenti a sostegno delle compagnie (tra le altre Alitalia), le rotte (considerandone alcune nuove) e lo snodo aeroportuale di Reggio, oltre ad essere sempre stata disposta a svolgere il proprio ruolo anche attraverso la quota di partecipazione inferiore al 15%, simile a quella degli altri aeroporti calabresi. Recentemente tutti e tre gli scali calabresi sono stati inseriti nel Piano nazionale degli aeroporti un risultato non trascurabile. I problemi che minano il definitivo sviluppo dell’aeroporto di Reggio Calabria, ormai lo sanno tutti, sono da additare ad una norma dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) che vieterebbe ad una certa tipologia di piloti l’atterraggio sulla pista dello Stretto e quindi rende lo scalo reggino dispendioso per le piccole compagnie che sono costrette a ruotare i turni dei piloti. Da molto tempo si parla di far rimuovere o aggiornare una norma di per se antiquata e riferita a velivoli ormai in disuso e la Provincia ed il suo vertice ha spesso annunciato soluzioni a breve in realtà poi mai verificatesi. Erano in molti a vantarsi poco meno di 2 anni fa di aver risolto i problemi dell’aeroporto reggino “Abbiamo superato lo step principale che a giorni vedrà la firma del Ministro sul decreto che ratificherà la concessione totale allo scalo da parte del Ministero alle Infrastrutture e ai Trasporti. Un fattore che consentirà all’Aeroporto dello Stretto di non essere più “precario” , subordinato a concessioni annuali o triennali come accaduto fino ad oggi. Potremo così seriamente procedere al suo definitivo rilancio”. Come dichiarava il Presidente Raffa in conferenza stampa. In Quella conferenza stampa si diceva che con l’ottenimento della concessione anche la gestione sarebbe passata totalmente nelle mani della Sogas e che quest’ultima si era dimostrata all’altezza del compito affidatole e della propria mission. Si tratta di un ottimo risultato che apre a prospettive importanti il nostro scalo. – concludeva la nota diffusa ai media così. Nella realtà dei fatti cosa è cambiato? In base a quello che si legge sopra di chi sarebbero le responsabilità dell’attuale situazione?

 

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