Berlusconi e il futuro del Centrodestra: diverse questioni da risolvere

Il gran ritorno dell’ex cavaliere. Potrebbe essere questo il titolo di un ipotetico film incentrato sul nuovo progetto del leader di Forza Italia. Come si ricorderà, non più tardi di ieri, Silvio Berlusconi aveva espresso il desiderio di riportare il proprio partito ai fasti di un tempo, azzardando addirittura l’ipotesi di una corsa in solitaria alle prossime elezioni. Quanto ci sia di vero in queste volontà è difficile a dirsi, tuttavia Berlusconi sembra abbia tutta l’intenzione di tornare prepotentemente sulla scena politica. In realtà, qualche passo, anzi qualche balzo di proporzioni bibliche, lo avrebbe già fatto con l’annuncio della sua apertura alle unioni civili, suscitando diversi malumori in quello che, sino a qualche mese fa, era un partito che  aveva espresso posizioni di dissenso rispetto a simili riconoscimenti. La questione è di grande rilievo e non mancherà di provocare altre conseguenze – secondo qualcuno positive, secondo molti altri negative – all’interno del vasto panorama del centro destra italiano.

Ma ci sono altre questioni che devono essere risolte. La più importante riguarda proprio  la ricomposizione di un centrodestra, deluso, diviso e nauseato da episodi di cattiva politica e di illegalità. E per conseguire questo risultato non è sufficiente scegliere i nuovi alleati – con Fratelli d’Italia e la Lega Nord in testa – che, tra l’altro, presentano programmi in alcuni punti importanti molto diversi (uscita dall’Euro in testa), ma sarà anche necessario risolvere le grane interne, con la questione di Fitto in primo luogo, che potrebbero ostacolare la riunificazione del fronte dei cosiddetti moderati. Fuori dai giochi, comunque, dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) Angelino Alfano, il cui “tradimento” ancora brucia tra i sostenitori dell’ex Pdl.

FORZA-ITALIA-430x200Per non tacere poi delle questioni politiche attuali. Di queste Berlusconi ha parlato in occasione di un’intervista al tg5, a partire dal rapporto controverso con l’attuale esecutivo ed, in particolare, con il premier Matteo Renzi. Secondo il leader di Forza Italia, la politica economica del governo “è un revival delle nostre ricette, condite da un po’ di populismo e presentate con grande abilità”. Ma non è solo questo che lo accomuna al segretario del Pd. In gioco c’è la questione delle tasse. Infatti, se da un lato, soprattutto in questi giorni abbiamo assistito alla retorica governativa che, in modo costate e martellante, ha cercato di convincerci in merito a quello che dovrebbe essere il più grande intervento rivolto a ridurre il carico fiscale, secondo quanto previsto dalla manovra finanziaria, dall’altro l’ex cavaliere rivendica la cancellazione reale, e non solo annunciata, di numerose tasse durante gli anni in cui era Presidente del Consiglio, da quella di successione a quella sulle donazioni, passando da quella per la casa, senza contare gli interventi a favore delle famiglie che versavano in condizioni di difficoltà e in tema di Irpef. Berlusconi ha anche affrontato il tema della legge elettorale, necessaria, come è ben noto, ai fini della governabilità e che, secondo quella che è la sua posizione, deve essere frutto di un accordo tra le parti nell’interesse del Paese.

Rome Italy 23 September 2018 – Isola Tiberina – Atreju18 ” EUROPA CONTRO EUROPA ” 21° edizione
Raffaele Fitto
Credit: Giuseppe Andidero/Alamy Live News

L’ex leader della Casa delle Libertà, quindi, sembra voler fare sul serio e, soprattutto, vuole condurre le operazioni non più dietro le quinte ma in prima persona. Sono, però, diverse le perplessità e i dubbi sollevati in queste ultime settimane a causa non solo di alcuni atteggiamenti difficilmente comprensibili, chiusure poco prudenti ed aperture discutibili, ma anche di una notevole mancanza di chiarezza interna, conseguenza probabile di mancanza di dialogo.

Ed è lo stesso Raffaele Fitto a porre il problema. “Caro Presidente Berlusconi – si legge sul sito del parlamentare europeo – ti dico con affetto e lealtà quello che, credimi, pensano in tanti. Faccio solo alcuni esempi: legge di stabilità, tassa sulla casa, Irap, Tfr, dissesto idrogeologico (dopo il dramma di Genova), diritti civili, alleanze elettorali”. Sogno un partito – prosegue – che  si riunisca, discuta, faccia proposte precise e battaglie in Parlamento e nel Paese. O invece, su tutto – conclude – dobbiamo ogni giorno apprendere la “linea” da retroscena, o da conoscenti, o da persone di famiglia (ovviamente con il massimo rispetto per tutti)?

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About the Author: Luigi Iacopino