E’ l’affermazione elettorale che da qualche tempo il Renzi attendeva, quella che decretava risolutivamente l’unico modo per averla vinta a tutte le votazioni: la completa assenza dei votanti, una specie di ripetizione, anzi reiterazione delle primarie, il massimo del godimento ! Di turno in turno elettorale ci si avvicina ininterrottamente di più alle percentuali di coloro in fila con i due euro nella palma della mano, a quella pagliacciata che non è mai servita a niente perché , dopo si sono tirati lo stesso gli schiaffi tra di lor…seraficamente. Ma a chi della gente non gli è mai interessato nulla, il dato elettorale che firma uno sbandamento storico ed importante per la politica italiana ed, in primis, per il venditore fiorentino che si incensa di avere percentuali di consenso da vertigine, mentre neanche quelli della sua città lo votano e di essere obbligato a “guarire il paese con grande consenso”, l’astensione di massa gli ritorna utile, visto che non è accompagnata, finora, da altre forme di rigetto. Una maniera come un altra per proseguire a fare quello che accidenti gli pare, alla faccia della democrazia, della coscienza ed all’importanza stessa di “rappresentanza politica” e di “Nazione”. Per comprendere la loro esaltazione però dovremmo arrivare ad entrare nei funzionamenti che muovono il loro presunto ragionare o dello straparlare, spesso influenzato dal livello formativo che li caratterizza, nei modi, delle loro argomentazioni, tratto ormai divenuto caratteristico di quel “partito unico” o “partito di Renzi” o “partito dell’ era renziana”. “I pagamenti con il bancomat e con la carta di credito abbatteranno l’evasione fiscale” (Padoan); “Gli 80 euro rilanceranno l’economia” (Renzi); “Lo sciopero è un atto politico” ( Renzi !); “ Nel corso della presidenza del semestre europeo assegnato all’Italia trasformeremo l’Europa” (sempre lui…il Renzi); “I cittadini vogliono, auspicano la riforma del Senato” (Boschi); “ Quando c’è il dissesto lo Stato si sostituirà alle Regioni” (la sempre gioiosa Boschi); “L’aborto è il fallimento della politica” (Madia); “Il jobs act rilancerà l’occupazione” (Poletti, la stessa persona delle coop rosse, dove lo sfruttamento e la sconfessione dei diritti fondamentali e basilari sono la regola). Potremmo scriverne un volume, un testo di baggianate planetarie che quel 40%, del 38% che è andato a dare il voto (quindi un miserevole 15% circa degli elettori), lo ritiene responsabile, serio e credibile, come quelle FICTION, REALITY&TALENT, AMICI, X FACTOR, ecc. . Il “che ce frega e che ce importa”, che appare e sembra dominare nell’analisi analizzata del voto regionale dei dem, che sa tanto di “seguitiamo a magnà sino a che nun ce cacciano”, ritrae, come foto dell’epoca, una classe politica che ricorda, tanto da vicino, quelle tavolate, spesso ritratte in tanti film di Federico Fellini, di Vittorio De Sica, di Alberto Sordi e non per ultimo Carlo Verdone, nelle quali chi la spara più grossa guida la mandria…sino all’arrivo dell’oste…e del conto da pagare…assai salato ! ( By PepGiann)
Hic sunt leones. … Qui ci sono i leoni
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