Colle: la partita è ancora aperta

quirinaleLa partita del Colle resta ancora tutta aperta. L’incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, com’era prevedibile, si è, infatti, concluso con un nulla di fatto. Secondo quanto emerso in base alle notizie diffuse da alcuni organi di stampa, il segretario del Pd avrebbe proposto il nome di Sergio Mattarella, fratello di quel Piersanti, assassinato da Cosa Nostra nel 1980, ma l’ex cavaliere avrebbe espresso il proprio rifiuto. Esponente politico di spessore, prima della Democrazia e poi del Partito Popolare Italiano e della Margherita, per i quali è stato anche parlamentare, Mattarella ha anche ricoperto più volte la carica di ministro. Dal  2011, infine, è giudice costituzionale di nomina parlamentare. Il suo nome è legato soprattutto alla riforma della legge elettorale – conosciuta con il termine “Mattarellum” – che ha introdotto, dopo il referendum del 1993, un sistema misto che prevedeva una prevalenza della componente maggioritaria rispetto a quella proporzionale. Come è noto, in seguito, si è passati al cosiddetto “Porcellum”.

berlusconi/renziIl no di Forza Italia, tuttavia, riguarderebbe anche altri nomi – che potrebbero essere facilmente intuiti, a partire da quello di Romano Prodi – in quanto ciò che interessa maggiormente al leader del centro destra è che il nuovo Capo dello Stato non sia espressione della sola sinistra. Berlusconi, insomma, in quest’ottica avrebbe chiesto ulteriori garanzie a Renzi, anche con riferimento alla tenuta del Patto del Nazareno, con la promessa di nuovi incontri per i giorni successivi. Sembra, comunque, allontanarsi sempre di più l’ipotesi, da alcuni (compreso Berlusconi) paventata, della candidatura di Giuliano Amato che, oltre alla ferma opposizione di Lega Nord e Fratelli d’Italia che hanno invece proposto, quasi provocatoriamente, Vittorio Feltri, sarebbe andato incontro anche a quella dei fuoriusciti del Movimento cinque stelle, i quali, tuttavia hanno preferito non avanzare proposte durante l’incontro avuto con il Capo del Governo.

La situazione, per il momento, sembra pertanto ancora molto confusa e, studiati colpi di scena a parte, le prime tre votazioni dovrebbero risolversi con un nulla di fatto. Almeno secondo quanto dichiarato dai vari rappresentanti politici nel corso di questi ultimi giorni. Tra qualche ora, quando inizieranno i lavori per le prime votazioni, dovrebbero essere mossi i primi passi fondamentali, necessari per i giorni immediatamente successivi. La partita, quindi, è tutt’altro che chiusa, non essendoci ancora candidati apertamente supportati dai partiti più grandi delle due coalizioni di centrodestra e centrosinistra.

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About the Author: Luigi Iacopino