Otto di Scelta Civica con Renzi. Fitto: noi "ricostruttori" del cdx - Ilmetropolitano.it

Otto di Scelta Civica con Renzi. Fitto: noi “ricostruttori” del cdx

renzi06\02\2015 – Il mercato della politica sembra, ormai, essersi avviato. Morta una maggioranza se ne fa un’altra. Non c’è dubbio, però, che lo spettacolo che sta offendo in questo momento la classe politica italiana, impegnata in una scomposta campagna acquisti, molto probabilmente non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese. Il livello di ipocrisia e di opportunismo raggiunto in queste ultime ore mette quasi in ridicolo la parabola, fatta di slogan e messaggi pubblicitari, di quello che ormai è, a tutti gli effetti, l’ex rottamatore di Firenze. E, cosi, tanto per far dormire sonni tranquilli al segretario del Pd, ecco in arrivo direttamente da scelta civica ben otto rinforzi, alcuni dei quali dovrebbero servire al Premier – che non ha neppure fatto in tempo a scomporsi per la rottura del Patto del Nazareno – a rafforzare il suo peso in Senato. Si tratta, del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, del viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, dei deputati Ilaria Borletti Buitoni e Irene Tinagli, e dei Senatori Gianluca Susta, Alessandro Maran, Linda Lanzillotta, Pietro Ichino. Tutti i parlamentari hanno dichiarato di aderire ai gruppi del Pd alla Camera e al Senato, facendo così naufragare il progetto di Mario Monti che, per il momento, non si è espresso sulla vicenda.

(Fonte Ansa)
(Fonte Ansa)

La risposta alla quasi definitiva conclusione del controverso idillio tra Berlusconi e Renzi è, dunque, arrivata, portando con sé l’amara prospettiva di riservare presto nuove sorprese. Il Presidente del Consiglio fa, quindi, sapere che i numeri continuano ad esserci tutti e il cammino delle riforme continuerà, anche senza il partito dell’ex cavaliere. “Se Forza Italia, che ha sempre difeso il patto sulle riforme, adesso vuole rimangiarselo – dichiara ironico il segretario del pd – buon appetito”. La campagna acquisti, almeno per il momento, sembra quindi avere sortito effetti favorevoli a Renzi, anche se appare chiaro che è destinato ad aumentare il peso del Nuovo centro destra di Angelino Alfano.

Uno sguardo al passato

iva-scili2-300x225Tutti noi ricorderemo gli epiteti con cui certa parte politica e mediatica italiane hanno etichettato l’ex parlamentare dell’Italia dei Valori, Domenico Scilipoti, allorquando a dicembre 2010, accompagnato da pochi altri, decise di votare contro la mozione di sfiducia al Governo Berlusconi, impedendo di fatto che cadesse. Le promesse di rinnovamento che avevano accompagnato l’avvento del rottamatore di Firenze e della cerchia (più o meno) ristretta dei suoi accoliti, ci suggerivano che eventi di questo tenore avrebbero dovuto essere (e sarebbero stati) abbandonati insieme al vecchio modo partitocratico di fare politica, a prescindere dalle considerazioni di merito, perché espressione di quella compravendita di uomini a cui certo sistema deve far ricorso per auto-riciclarsi e continuare a reggersi. Ebbene, come se nulla fosse, si è tornati punto e a capo. All’epoca dei fatto Scilipoti – che pure aveva giustificato la sua scelta sostenendo di essere ormai in forte contrasto col partito col quale fu eletto che non solo non ne sosteneva adeguatamente le sue battaglie per la modifica del sistema bancario ma che si era addirittura spostato a sinistra sui temi etici – fondò il Movimento di Responsabilità Nazionale, per approdare poi al Popolo della Libertà e seguire, infine, Berlusconi nella (ri)fondazione di Forza Italia, partito all’interno del quale ancora si trova e per il quale è Senatore.

La cronaca successiva la conosciamo tutti. Per quello che a lui è “imputato”, i termine di reponsabilità e moraltà, anche il solo termine “Scilipoti” ha finito con l’essere usato in senso dispregiativo, alludendo al tradimento, all’opportunismo e all’infedeltà.

Torniamo ai giorni nostri

berlusconi-fittoIl patto del Nazareno sembra, ormai, aver imboccato il viale del tramonto e Forza Italia si trova sbattuta in faccia l’amara realtà. Partito diviso, secondo le ricostruzioni giornalistiche in tre fazioni – facenti capo a Berlusconi, Fitto e Verdini, con i primi  due critici nei confronti del nazareno, il secondo no – e centrodestra, ormai alla deriva. Lo lascia intendere bene lo stesso Raffaele Fitto. L’eurodeputato pugliese, infatti, non nasconde la verità ma non è distruttivo: “nel centrodestra italiano quasi tutto è già sfasciato”, ma noi “non siamo né vogliamo essere rottamatori”, ma “ricostruttori”. E lancia per Sabato 21 febbraio a Roma un incontro che sarà “l’occasione in cui cominceremo a esporre le linee guida delle nostre proposte per l’Italia, oltre che per Forza Italia e per il centrodestra”.

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