Salvini-Tosi, resa dei conti vicina

Luca ZaiaLa Lega ha ufficializzato la ricandidatura di Luca Zaia, approvata all’unanimità dal Consiglio Federale, a Governatore del Veneto. La decisione, rispetto alla quale non aveva espresso tesi contraria neppure Tosi, è stata, tuttavia, accompagnata da aspre polemiche proprio con il sindaco di Verona. La spaccatura con il numero uno del carroccio – che va avanti da mesi e che si è ingigantita notevolmente nelle ultime settimane – sembra essere divenuta ormai insanabile. Secondo quanto emerso, infatti, durante i lavori del Consiglio federale sarebbe stata decisa la incompatibilità tra la fondazione che fa capo allo stesso Tosi e il movimento, tant’è che sarebbe stato chiesto al sindaco leghista di decidere quale appartenenza intende portare avanti. La risposta dovrebbe pervenire entro una settimana, anche se sia Salvini che Maroni smentiscono la tesi che si tratti di un ultimatum o che l’obiettivo sia spingere Tosi a lasciare la Lega. Si è persino parlato di Commissariamento della Liga Veneta, ma è stato in seguito chiarito che, al fine di risolvere le incomprensioni sorte tra i tre attori principali – Salvini, Zaia e Tosi – l’ex parlamentare e sottosegretario all’Agricoltura con Zaia Ministro, Gianpaolo Dozzo, sarà chiamato a svolgere la funzione di mediatore che avrà l’ultima parola.

L’oggetto del contendere

Flavio TosiTosi – che in base a quanto dichiarato nei giorni scorsi, non avrebbe mai inteso mettere in discussione la figura di Luca Zaia ma avrebbe soltanto chiesto il rispetto dell’autonomia del Veneto in merito alla scelte politiche da prendere in vista delle imminenti elezioni regionali – ha parlato di decisione del Consiglio federale di Milano assolutamente inaccettabile e ha rimandato tutto al Consiglio della Liga. Anche se c’è chi continua a dire che alla base di tutto vi sia il presunto mancato rispetto del patto del Pirellone, lo scontro oggi si è trasferito sul piano prettamente elettorale. Tosi – si legge sul Corriere del Veneto – critica la scelta di circoscrivere la Lega nello schema destra-estrema destra, ritenendo che il pericolo di una soluzione di questo tipo consista nel cedere il Paese a Renzi per i prossimi vent’anni. Propone, quindi, di mettere assieme l’intera area del centrodestra italiano classico, compresa l’area popolare e liberale e persino Passera. Insomma, una sorta di calderone in cui vi sia tutto e il contrario di tutto con il rischio fondato che si finisca col litigare su ogni punto.

salvinieuroLa posizione di Salvini

“Per quanto mi riguarda ha vinto il Veneto e non Salvini, ora si parte con i progetti”. Adesso la battaglia è far vincere Zaia. Il leader del Carroccio si colloca su posizioni diametralmente opposte. Il punto centrale dell’intera questione è che lui, oltre a proporre soluzioni differenti da quelle di Tosi (uscire dall’euro su tutte) non è minimamente intenzionato a dar vita a marmellate insapori e incolori. Riguardo alla giornata tormenta di oggi ha invece parlato

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About the Author: Luigi Iacopino