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Sondaggi, Salvini cala e il cav sale

by Luigi Iacopino
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sondaggio ixe“Settimana che arriva, sondaggio che trovi”. Sono tempi duri, questi, per gli istituti e le agenzie che si occupano di rilevare umori, timori e scelte del popolo italiano. La frammentata e controversa condizione politica, alimentata da un situazione sociale che alterna dati negativi a deboli segnali di ripresa, determina un mutamento quasi costante delle indicazioni generali dei grafici. L’incertezza regna quasi sovrana, anche se si segnala qualche debole forma di resistenza.  Secondo quanto rivelato da un sondaggio dell’Istituto Ixè realizzato per la trasmissione Agorà, il Pd continua a reggere, guadagnando un +0,2% e portandosi al 38,5%, mentre perdono sia il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che cala di 1 punto percentuale, (dal 42 al 41%) che l’esecutivo da lui guidato (dal 34 al 32%).

salviniIl dato più significativo, tuttavia, è segnato da un ulteriore arretramento di Matteo Salvini, che scende al 22%, probabilmente anche a causa delle tensioni in Veneto degli ultimi giorni, e a cui si affianca una perdita anche da parte della Lega (dal 14,2 al 13,5%, con un calo dello 0,7% nell’ultima settimana). Secondo alcuni analisti, tuttavia, i dati sono destinati a subire a breve una nuova rettifica, soprattutto a causa del ritorno in campo di Silvio Berlusconi che, dopo settimane di alti e bassi, sembra essere in ripresa, attestandosi per il momento al 14%, poco meno della fiducia espressa nei confronti di Beppe Grillo (15%, +2% in una settimana).

berlusconiTutto lascia intendere che per il leader di Forza Italia i prossimi giorni saranno delicati. L’ex cavaliere non ha nemmeno finito di esultare per la fine dei servizi sociali e per l’esito del processo Ruby, che dovrà mettersi subito al lavoro. I suoi elettori, tuttavia, potrebbero facilitarlo non soltanto nella scelta di (ri)avvicinarsi o meno a Salvini ma anche in quella che afferisce la linea complessiva del partito che, al momento, risulta diviso tra i suoi fedelissimi, i ricostruttori di Fitto e i nostalgici restauratori del Nazareno. Come si ricorderà, infatti, sempre secondo un sondaggio dell’Istituto Ixè di un mese fa, il 91% degli elettori di Forza Italia, in quella occasione si era espresso a favore dell’alleanza tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

Il leader del Carroccio, nelle ultime settimane, non è stato tenero nei confronti del partito dell’ex cavaliere, accusando Forza Italia di mantenere un atteggiamento poco chiaro nei confronti del Governo Renzi. Ma non solo. L’eurodeputato lombardo ha più volte incalzato i parlamentari azzurri in merito alle scelte future, sia per ciò che concerne la condivisione di una strategia di opposizione all’attuale esecutivo (non) democratico sia per quanto riguarda il complesso tema delle alleanze che non poche beghe sta creando in casa leghista. Salvini si è più volte detto non favorevole ad un progetto di centrodestra che sia la mera riproposizione di quanto accaduto in passato e ha deciso di chiudere le porte al Nuovo centro destra, che, a sua volta, ha deciso di fare lo stesso, ponendo l’ex cavaliere nella condizione di dover compiere una scelta dolorosa.

ALFANO_0004Flavio TosiIn termini elettorale Berlusconi – che, probabilmente, preferirebbe dialogare con tutti – dovrebbe essere spinto a favorire Salvini che non perdona ad Alfano (il cui indice di gradimento si attesta, sempre secondo l’Istituto Ixè, al 14%) l’appoggio al Governo Renzi e, in particolar modo, le decisioni in tema di immigrazione. Non meno importante è il problema – questo di difficile, se non impossibile soluzione – della posizione da assumere rispetto ai rapporti tra il nostro Paese e le istituzioni europee, direttamente connesso alla guerra che Salvini ha dichiarato all’Europa dei mercanti e dei banchieri. L’ipotesi dell’uscita dall’Euro, caldeggiata dal leader del Carroccio, trova pieno appoggio in Fratelli d’Itaia e, forse, in buona parte di Forza Italia (almeno come soluzione estrema), mentre è totalmente rifiutata da Ncd che trova appoggio soltanto nel dissidente sindaco di Verona, ormai ex leghista. Flavio Tosi, pur sapendo di non avere alcuna chance, sarebbe pronto a candidarsi in Veneto in opposizione a Luca Zaia, con una propria lista e con alte due o tre liste di sostegno, tra le quali proprio il Nuovo centrodestra.

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