Ad aprile +48mila contratti fissi con le nuove regole sull'art 18 - Ilmetropolitano.it

Ad aprile +48mila contratti fissi con le nuove regole sull’art 18

lavoroIl Ministero del Lavoro rivela che le attivazioni di nuovi contratti a tempo indeterminato, ad aprile, sono state 171.515 a fronte di 122.979 cessazioni con un saldo attivo di oltre 48mila contratti stabili. Le assunzioni sono 112.839 in più rispetto al 2014, mentre le attivazioni nel complesso di nuovi contratti di lavoro sono 756.926, circa 210mila in più rispetto alle cessazioni registrate nel periodo. Il dato è in linea con quello registrato ad aprile 2014, +203mila, ma con un saldo migliore per i contratti a tempo indeterminato, +48mila a fronte di -6mila. Come si legge su tgcom24.mediaset.it, il mese di Aprile appena passato, rappresenta il primo completo nel quale i nuovi assunti sono soggetti alle nuove regole sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L’andamento dei contratti a tempo indeterminato tiene conto sia degli sgravi contributivi previsti per le aziende che assumono con questa tipologia per tutto il 2015 sia dell’entrata in vigore dal 7 marzo del decreto attuativo del Jobs act sul contratto a tutele crescenti. Le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato aumentano del 52% rispetto a quelle fatte ad aprile 2014 e rappresentano il 22,7% delle assunzioni del mese che ad aprile 2014 erano il 15,7%. Le cessazioni di contratti a tempo indeterminato ad aprile 2015 sono il 22,5% del totale, mentre ad aprile 2014 il 23,1%. Rispetto ad aprile 2014 rimangono sostanzialmente stabili i nuovi contratti a tempo determinato, 475.273 contro 476.053, mentre diminuiscono le attivazioni di contratti di apprendistato, 18.443 contro 24.335 con un -24,2%, e quelle delle collaborazioni, 38.632 contro 47.946 con un -19,4%.Nel mese le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato sono state 35.883 contro le 19.144 dello stesso periodo del 2014, cioè il +87%. I dati non tengono conto del lavoro domestico e del lavoro pubblico né del lavoro in somministrazione.

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About the Author: Katia Germanò