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Libertà di Pensiero Unico

genderdi Ernesto Siclari – Il pensiero unico dominante imposto dalle lobbies del 21mo secolo fa uso strumentale dell’accusa di omofobia (che non ha nulla da spartire con l’ideologia gender, con la quale vogliono indottrinare i nostri figli a scuola) per tacciare come arretrato chiunque creda nei valori storici della nostra comunità. Solo chi è dotato di personalità e cultura può opporsi ad una deriva che di progresso ha davvero poco. Sabato 20 giugno l’Italia ha risposto chiaramente di credere ancora nei principi cardine della società occidentale così come è stata edificata dai suoi Padri ed anche se l’attenzione mediatica ha volutamente messo in secondo piano il milione di persone presente a Roma, un parlamento elettivo non potrà non tenere conto di una risposta così forte alle normative in itinere legislativo. Senza vergogna (ci mancherebbe altro) e senza paura di essere tacciati di “medievalità” dal Seby Romeo di turno, pronto a sciorinare giudizi impietosi quanto ricercar consensi anche tra le mura antiche alla prossima tornata elettorale. Tuttavia, temo per le sorti delle ragioni di tutta questa gente (la maggioranza degli italiani?), poiché mi accorgo che pur essendo la questione culturale sì, ma anche politica, non sento nessun professionista della nobile arte di amministrare occuparsene, almeno non di quelli del centrodestra, quasi ad avallare un percorso ormai irreversibile, un piano inclinato troppo scomodo perché qualcuno si assuma il rischio di raddrizzarlo, sopportando le accuse di omofobia e arretratezza che gli pioverebbero come un diluvio addosso. Ed allora si lascia alla società civile il compito ingrato ma prestigioso e onorevole di portare avanti una battaglia probabilmente già persa, alle famiglie ed a quei genitori pronti a difendere il proprio diritto sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (prima ancora che dalla Costituzione Italiana) alla educazione dei propri figli.Gender La ratio di quella norma (art. 26 comma 3) dovrebbe essere cara proprio ai signori della sinistra, poiché aveva alle spalle la triste e drammatica esperienza dell’idottrinameno scolastico di stato nazista e restituiva alle cure genitoriali quel sacrosanto diritto. Per mero esercizio dialettico, rammento a lor signori che la teoria sulla identità di genere non ha nulla a che vedere nemmeno con l’omosessualità e men che meno con la parità di diritti tra uomo e donna, maschera dietro la quale si cela spesso strumentalmente a suscitar problemi di coscienza e parossistico anelar di progressismo. La gender teory vorrebbe annullare le differenze biologiche (cioè quelle che ci ha affibbiato mamma natura) per lasciare liberi i bambini (anche quelli ancora lontani dalla adolescenza) di decidere il proprio sesso in base a ciò che sentono di essere. E provati ste scarpine col tacco a spillo, che se ti piacciono papà ti cambia nome all’anagrafe. Azzeramento pressochè totale delle conquiste della psicanalisi moderna di freudiana paternità. Fate un po’ voi….

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