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Regione, ecco la giunta degli sconosciuti che “attende” il sì da Roma

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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Ed è rivolta nel Pd

Mario OliverioCATANZARO – Gli eccellenti hanno declinato l’invito. La nuova giunta regionale c’è, ma è fatta, più o meno da sconosciuti . Alla fedelissima del governatore Maria Francesca Corigliano, prima dei non eletti nella lista del presidente, è stato dato forfait all’ultimo minuto, troppi i mal di pancia all’interno della stessa corrente di Mario Oliverio (per esempio quello del più votato in Calabria per il Pd, Carlo Guccione, defenestrato dall’esecutivo per un avviso di garanzia). Ieri, in serata il governatore della Calabria che, in meno di sette mesi a capo della Regione, si è trovato travolto dallo tsunami di un’inchiesta giudiziaria che vede indagati tutti o quasi tra consiglieri e assessori, non ha esitato ad annunciare: <E’ una svolta epocale – dice il presidente nella nota stampa – Rimoborsopoli riguarda la passata legislatura>. Ma in realtà è Oliverio che ha dovuto mandare a casa Nino De Gaetano, suo assessore, che è ai domiciliari e Carlo Guccione e il suo vice Enzo Ciconte, come il presidente dell’assise, Tonino Scalzo, proprio perché tutti indagati in Rimborsopoli. I nuovi assessori sono: Antonio Viscomi, ordinario di diritto del Lavoro che prima era diventato dirigente della presidenza e poi si è trovato a dover ricoprire un ruolo politico, visto che Luigi De Sena, ex prefetto e senatore ha detto no. Viscomi docente alla “Magna Grecia” avrà la delega al Bilancio. Chi all’Economia si aspettava invece un rappresentante di Confindustria o un imprenditore impegnato in politica resta deluso, c’è invece Carmela Barbalace che conosce di certo la macchina burocratica, essendo una dirigente della Regione Calabria, anzi del dipartimento Agricoltura. Ha avuto invece un’esperienza al Comune di Rende come assessore Francesco Russo, ordinario di Ingegneria all’Università “Mediterranea” di Reggio che dal cosentino dovrà occuparsi di Logistica portuale e dello scalo di Gioia Tauro. E ancora c’è Roberto Musmanno, ordinario dell’Unical con delega alle Infrastrutture, Federica Roccisano, ricercatrice all’Università di Reggio e collaboratrice prima con l’ex assessore Demetrio Naccari Carlizzi, poi con Sebi Romeo (oggi capogruppo del Pd) e aiutante negli ultimi tempi anche dell’assessore Nino De Gaetano, tanto che appena arriva la sua nomina ecco che, nella mail list dei giornalisti, un anonimo invia le foto della Roccisano in una tavolata con Naccari e De Gaetano. La Roccisano ha le deleghe al Lavoro e al Welfare . Altro che rinnovamento. E poi ecco Antonella Rizzo, già assessore comunale a Crotone con la giunta di Peppino Vallone (che si aspettava di entrare nell’esecutivo, anche se non eletto, ma solo perché in fondo è un renziano) sponsorizzata da Flora Sculco, consigliere regionale, figlia di Enzo Sculco, che pare avere un debole per l’Ambiente. La Rizzo è un avvocato, ha un laboratorio di analisi cliniche, ha aiutato Oliverio ad entrare negli ambienti crotonesi. E infine c’è Franco Rossi, ordinario di Urbanistica all’Unical con delega alla Pianificazione territoriale. Nel Pd c’è una rivolta:. Vallone resta deluso. Ma non è il solo. Dopo poche ore dall’annuncio ecco che arriva una nota dal Pse di Cosenza, ambiente vicino a Guccione, che parla di commissariamento della politica. In fondo è stato così timido Oliverio che nella nota stampa non ha annunciato la giunta, ma il suo ufficio stampa scrive “proposta di giunta”, quasi a dire che magari può ancora cambiare qualcosa. Ci vuole la benedizione finale di Roma. I primi a non credere alla sua svolta epocale, come il governatore la descrive, sono proprio i suoi più grandi sostenitori cosentini. Oliverio ha abbassato la testa a Renzi.

L’Arciere

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