La Reggina tra avvoltoi e trame in pieno stile democristiano …

Pupi Siciliani

Reggio Calabria, 17/7/2015 – Una data magari non storica ma certamente significativa, importante per la tifoseria amaranto, con risvolti anche divertenti. Per capire bene cosa è accaduto ieri è bene ripercorrere le vicende degli ultimi due mesi della nostra beneamata Reggina.  È ancora vivo nella memoria di tutti l’epilogo gioioso e storico della vittoria al S.Filippo contro gli odiati cugini del Messina del 30 maggio scorso. Partita epica che vedeva la città amaranto, colma di gioia, dopo una stagione tribolata, retrocessa ben due volte, che esplode di felicità tanto da organizzare un festeggiamento in pompa magna, tipico per gli scudetti, con il bus scoperto con la squadra che girava per il centro cittadino. Nessuna fermata per quel bus se non quella per far salire il sindaco Peppe Falcomatà. Tutti gioiosi, festosi e abbracciati calciatori, presidente, sindaco e tifosi per immaginare un futuro più roseo per la Reggina anche per via della oramai avviata trattativa con gli austrialiani di Nick Scali. Uomo tutto d’un pezzo, un signore d’altri tempi, un uomo capace di diventare qualcuno dall’altra parte del mondo partendo, più di mezzo secolo fa, dalla sua Calabria. L’uomo che ne sa una più del diavolo, colui che sta sempre dalla parte giusta, Lillo Foti, pare grazie ad amicizie locali, riuscì a convincere il buon Nick a sbarcare in riva allo Stretto per aiutare ciò che ogni reggino ha nel cuore dopo la mamma, la Reggina.  Ma il Sindaco si era già espresso non proprio positivamente nei confronti  di questo conterraneo formatosi nella terra dei canguri, colui che avrebbe voluto investire nella propria terra d’origine. L’affare comunque sembrava alle porte, gli incontri con gli amici comuni procedevano spediti eppure nessun tappeto rosso da parte del sindaco, nessuna mano tesa, nessun giro sul “bus” che avrebbe portato la Reggina ad avere una veste internazionale e tornare a sperare, chissà, nuovamente alla serie A. Anzi, con una nota, il comune sfratta la Reggina dal Granillo. Proprio mentre la Reggina giocava la sua più dura partita su più tavoli, quello sportivo per l’iscrizione in Lega Pro, quello per evitare il fallimento in Tribunale e quello del passaggio epico nelle mani degli australiani. Il Sindaco viene così additato sui social come quello che più di ogni altro stava cercando di far saltare la trattativa con Scali ma, in una conferenza stampa dei primi di luglio, chiarisce che, pur amando la Reggina, lui deve mantenere la legalità nella città.La trattativa comunque è saltata, “Lillo”, trova in Mimmo Praticó l’amico col quale cercare di iscrivere la squadra, ma i giorni corrono e il 14 luglio, ultimo l’utile per garantirsi la Lega Pro, è dietro le porte e gli avvoltoi girano alti in cielo, alcuni hanno nomi di giocatori illustri, altri sono nomi noti dell’imprenditoria reggina, tutti pronti a sfamarsi col cadavere della Reggina. La città è un tam tam di voci su cordate, sul ruolo dell’Hintereggio che potrebbe diventare l’unica squadra reggina. Poi il dramma, la mancata iscrizione, la delusione e la rabbia dei tifosi che si amplifica proprio il giorno dopo quando il sindaco ritorna ad essere nemico agli occhi della tifoseria pronunciando l’infausta frase “Ripartire dalla D con una nuova e solida società non sarà un dramma….Il circuito virtuoso che ha innescato in città la nuova stagione politica sarà motivo di incoraggiamento per una nuova cordata di imprenditori, locali e non, che prenderanno in mano la squadra per riportarla agli antichi fasti.” . A quel punto, si scatenano le reazioni nella rete che sono un segnale di un pensiero che il sindaco, possa aver sposato il progetto di qualche abile imprenditore di “cordate”, che magari è pronto a seppellire la R della Reggina Calcio con la quale fece il giro in Bus e a far nascere, come da regolamento FIGC, una nuova squadra ripartendo dalla serie D.Reggina Calcio La città insorge, sui social il sindaco viene additato come “traditore”, come colui che avrebbe aiutato gli “sciacalli”, come colui che avrebbe annullato la vittoria spareggio col Messina. A questo punto il colpo di teatro, il presidente Foti, forse con l’aiuto dell’amico Lotito e la situazione astrale favorevole (le città che come Reggio avevano perso il calcio erano importanti come Venezia, Vicenza, Varese) prende in mano le redini della situazione, e in meno di un paio d’ore, dal possibile sostegno alla cordata degli avvoltoi, il primo cittadino si trova alla corte di Tavecchio, a Roma, assieme a “Mimmo” e “Lillo”  per chiedere una chanches per la Reggina, quella “vecchia”, quella del giro in bus per capirci, quella che era stata sfrattata dal Granillo qualche giorno prima. Tavecchio, come aveva già promesso allo stesso Foti, concede una proroga e,  in pompa magna il presidente amaranto lascia la scena della conferenza stampa,  al rientro da Roma, al primo cittadino che, dopo essersi scusato per l’errore di avere sfrattato la Reggina dal Granillo, annuncia la possibilità di una nuova iscrizione in Lega pro per la Reggina entro il 27/07, cosa che, a questo punto diventerebbe possibile anche grazie alle liquidità dei provenienti dell’affare Stuani (circa 1,5 milioni di euro). Ecco che il nostro presidente vincitore, colui che ha più vite di un gatto, la balena bianca che non affonda mai, riesce con un sol colpo ad impiccare gli sciacalli e a far  abilmente (ri)salire sul bus amaranto il sindaco che così ritrova applausi e sorrisi, anche sui social. Tutti felici e contenti al momento, uomini di calcio e politici, sperando che da oggi e fino al 27 luglio (ultimo giorno per pagare quanto dovuto per l’iscrizione) e al 25 agosto (udienza fallimentare) vada tutto per il meglio e non si ripetano teatrini fuori programma o attacchi al nostro presidente Moby Dick

 

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