
“L’interazione tra condizioni di salute e fattori ambientali può tradursi in restrizioni dell’inclusione sociale” per circa 13 milioni di persone di 15 anni e più che “risultano avere limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi”. Di queste, le donne rappresentano il il 54,7%, mentre le persone anziane il 61,1%. A rivelarlo è l’Istat che chiarisce ulteriormente che, rispetto alla piattaforma considerata, il 23,4%, pari a circa 3 milioni di persone, riferisce di avere limitazioni gravi.
Secondo quanto emerge dall’indagine dell’Istituto Nazionale di Statistica, le condizioni di salute, come può essere facilmente intuibile, condizionano fortemente la partecipazione al mondo del lavoro, tanto e vero che, sempre con riferimento al 2013, “risulta occupato il 44,0% delle persone di 15-64 anni con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi, contro il 55,1% del totale della popolazione”. A ciò si aggiunge, altresì, che tra le persone con limitazioni funzionali gravi risulta occupato solamente il 19,7%.
Le altre circostanze prese in esame dall’Istat riguardano restrizioni “nella possibilità di studiare a causa di problemi di salute” (l’8,4%); difficoltà a uscire di casa (il 27,2%), difficoltà ad accedere agli edifici (il 22,3%), problemi a utilizzare i trasporti pubblici (19,7%) e i mezzi pubblici a causa di barriere ambientali (il 13,0%), problemi a incontrare amici o parenti (il 17,0%), a svolgere attività nel tempo libero (il 22,1%) e a usare internet (l’11,1%). Tra le persone con limitazioni funzionali gravi le quote raggiungono percentuali sensibilmente più alte, sino addirittura a triplicarsi, attestandosi, ad esempio, al 76,2, al 70,5 e al 59,6% nei casi di chi intenda uscire di casa, accedere agli edifici, utilizzare trasporti pubblici.