Miramare: la trasparenza è rimasta uno slogan elettorale?

Miramare Il Miramare una delle costruzioni più belle della città di Reggio Calabria è stato fonte di continue discussioni politiche e non da molti anni a questa parte, in quanto versava nel più totale stato di abbandono. Da ieri si è diffusa in città la notizia in base alla quale una parte della struttura, il piano terra ed i saloni annessi, sarebbe stato assegnato ad un’associazione no profit o onlus che ne avrebbe l’uso per 3 mesi per dar vita a non ben specificate esposizioni. La circostanza che ha creato clamore in città, è che molti disconoscessero la delibera con la quale è stato assegnato il bene.  Quest’ultima pare si stata tenuta giorno 16 luglio (ma sulla validità della stessa girano le solite voci di corridoio). Ciò che ha fatto infuriare il fronte della protesta è stata la mancanza (o la mancata diffusione) di un bando per il criterio d’assegnazione di un bene che è pubblico, come si farebbe nella normalità dei casi, una decisione in base ad un punteggio raggiunto con la somma di precisi requisiti. Un partito politico su tutti, Alleanza Calabrese si è fatto promotore di una pacifica iniziativa di sit-in di fronte al Miramare con l’esposizione di alcuni striscioni in merito alla vicenda. Input che è stato subito accolto favorevolmente dai Consiglieri Comunali di minoranza Caracciolo (F.I.), Imbalzano (NCD), Ripepi (F.I.) e Maiolino (R.F.) presenti e da altri partiti o associazioni che hanno ravvisato una grossa irregolarità nella vicenda, oltre che dai cittadini incuriositi dalla situazione poco chiara. Striscioni al MiramareQualcuno ha anche richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, Polizia Municipale e Digos, per la rimozione degli striscioni indicati come offensivi. Forse si tenta di mettere il bavaglio ad una protesta che invece è solo all’inizio del suo iter. Sarebbe interessante sapere la “ratio” che ha indotto l’amministrazione comunale a propendere verso l’assegnazione di un bene che ha un importante valore immobiliare ad una associazione che di per se non è il soggetto giuridico economicamente più adatto per la gestione si una struttura così economicamente importante. Sarebbe anche curioso conoscere il canone di locazione. Chi effettuerà i lavori di restauro. Sono molti gli interrogativi a cui il sindaco, Giuseppe Falcomatà, dovrebbe rispondere pubblicamente, perché solo così potrà chiarire una vicenda dai molti aspetti oscuri.

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About the Author: Fabrizio Pace

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