E’ la prima volta che il Consiglio dei ministri interni della Ue, approva a maggioranza qualificata su un argomento simile. Fino ad ora ci si era sempre espressi in questo modo per questioni di carattere amministrativo. Ieri invece al vaglio la delicata questione dell’accoglienza dei profughi e dei migranti e della relativa redistribuzione delle quote di quelli già entrati e soccorsi nell’Unione Europea. L’Italia e la Grecia rischiano anche delle sanzioni salate in quanto non avrebbero ottemperato all’onere di registrazione di tutti coloro che hanno accolto sul territorio. L’UE prevedeva dei campi appositi dove far sostare i migranti nell’attesa della loro identificazione e registrazione in modo da sapere esattamente come comportarsi con ognuno di loro. Oltre al danno si potrebbe dire anche la beffa, per un Italia che da tanti anni cerca di reggere l'”invasione” di immigrati e profughi. A Bruxelles si sono espressi con favore contrario, creando anche una spaccatura nella visione delle politica estera dell’Unione Europea: Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. La Finlandia si è astenuta (a torna alla memoria uno dei leader finnici quando si propose di ospitare in casa propria i profughi). Il resto ovviamente preme per una redistribuzione. Il timore di chi non ha votato a favore è che questa redistribuzione di quote sia solo l’inizio di una estenuante emorragia d’accoglienza. Molti stati europei non si ritengono in condizione di accogliere oltre le percentuali delle soglie stabilite. La verità è che l’accoglienza indiscriminata, irrazionale, non programmata non crea integrazione ma anzi al contrario crea sacche di emarginazione. Teoria facilmente constatabile in molte piazze italiane ed in tutte le stazioni dove sono costretti a vivere tutti coloro che vengono accolti senza avere la capacità ricettiva per farlo. E la situazione così come prevedono gli analisti è soggetta a peggiorare nel tempo a meno che non si intervenga nei luoghi d’origine dei flussi.