PROMESSA ALLA MIA REGGIO

reggio-calabria-vista-notturnadi Ernesto Siclari – In mano all’arroganza, in preda al caos. Davanti al mio sguardo innamorato sei un delirio di schiaffi e soprusi e di diritti calpestati. Quei diritti impressi sulla carta madre di un Paese che, nonostante tu gli abbia dato il nome, non ti riconosce. Vittima di un Paese e una società malati, di un disprezzo continuo e di abbandono, di tradimento e complicità. Ti ha tradito lo Stato di cui dovresti sentirti insigne parte, negandoti riconoscimenti e spettanze storico istituzionali, e ti tradiscono i tuoi stessi figli, oltraggiandoti quotidianamente. E mentre attendi vanamente, ridotta a brandelli, altre “emergenze” trovano contesto, registri illegittimi e testamenti prematuri, dissertazioni “stupefacenti” sorpassano in velocità il tuo statico languire. Reggio bella e gentile ridotta a marciume immondo e isterico disagio. Di nuovo e di più, per avere alzato la testa e provato ad emergere dal minimalismo rassegnato e cupo di una neghittosa mediocrità provinciale. Città mia che sarai metropolitana, guardo abbrutire le tue vie giorno per giorno, abbandonate all’incuria, sfregiate da solchi profondi quanto il disamore di molti dei tuoi. Ma c’è da aspettare. Priorità assolute e dispute numeriche, scaricabarile inverecondo sul tuo groppone ricurvo, alibi di una incapacità palese di chi si è arrogato discutibili meriti ereditari per governarti. Avevamo “reimparato” ad amarti, a rispettare la tua storia sconosciuta, mai insegnata alle tue genti, seppur così nobile ed antichissima, comunque e di nuovo inorgogliti della tua bellezza stuprata. Eppur resisti alla barbarie di chi ti sacrifica sull’altare del proprio tornaconto, bella del tuo emergere in una natura da sempre amica, dai paesaggi incontrastati, dalla eterna primavera. Resisti forte del tuo nobile passato e dei sospiri di chi ti ricorda città giardino. Resisti ancora e finchè puoi, ribellati alla incoscienza di coloro che ti deridono e rinnegano. Il tuo timone agguantato dall’odio e dalla incapacità di disegnarti un futuro, di raccontarti una favola sincera, di credere in te con progetti internazionali di visibilità mondiale. Resisti finche verrà il giorno del tuo riscatto, perché esso verrà. Troppi ancora sono i tuoi amatissimi figli che vivono nella speranza mai riposta di prendere in braccio le tue mura stanche e logore per rinvigorire il tuo ed il loro…, il nostro orgoglio. Innumerevolmente più di quanti immagini accorreranno a te, ridestati dal sonno di una rassegnazione che mai però sarà definitiva. Loro torneranno a gonfiare il petto nel pronunciarsi tuoi Cittadini.

E’ una promessa.

Ernesto Siclari

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