Strisce pedonali: civiltà in disuso

di Ernesto Siclari – Quando parlo di strisce pedonali scorgo nei miei interlocutori grande perplessità, pare quasi mistrisce pedonali prendano per scemo. E tutti indistintamente mi guardano come se parlassi del sesso degli angeli, di cose sconosciute, del nulla. Ed io insisto, non mi rassegno alla sciatta noncuranza di una città che ignora il significato e l’importanza delle “zebre di città”. Ne faccio un discorso di immagine, di decoro, ma soprattutto di civiltà. Reggio è tornata ad essere l’unica città in cui i pedoni non rispettano il semaforo e attraversano dove pare e piace loro, tranne che sulle strisce pedonali. Ed è l’unica città i cui automobilisti non si fermano per farti attraversare le strisce stesse. Ma quando parlo di questo vedo lo smarrimento negli occhi altrui, l’istinto di minimizzare il fenomeno, quasi a volere dire che esso è forse l’ultimo problema di un agglomerato urbano ormai allo sbando, restituito ai furbi ed agli incivili. Ma così non è. Le regole più elementari del vivere in comunità sono le più importanti, sono essenziali perché il rispetto del prossimo trovi adempimento. Queste regole vengono insegnate a scuola non a caso. Sono le fondamenta della convivenza urbana. E capita spesso di dovere spiegare proprio a loro, ai bambini, il motivo per il quale a Reggio queste regole non valgono, perché non soltanto nessuno le osserva, ma nemmeno vengono tutelate e fatte rispettare dagli organi preposti. Lo spazio per la società civile sempre più ridotto, sacrificato in nome di una prioritaria repressione della malavita. Ma se non si parte dalle piccole cose, dal concetto puro di legalità e dalla assoluta necessità che le regole vadano rispettate e fatte rispettare tutte non si estirperà mai quel deviato senso di negligenza, la sottile e morbida consapevolezza di impunità che striscia per le vie, tra le nostre case. E se assurdo è sempre stato vedere il pattugliamento cieco e distratto delle forze dell’ordine militari e di polizia, negli ultimi anni la situazione è fortemente peggiorata anche con riferimento al Corpo preposto alla vigilanza ed alla repressione degli illeciti e delle infrazioni: la Polizia Municipale. Nemmeno in pieno centro storico è facile vedere una striscia pedonale libera. Le automobili ne bloccano l’attraversamento con assiduità e frequenza mai viste da nessuna parte del mondo. È un segnale di inciviltà estrema verso i soggetti più deboli, gli anziani ed i portatori di disabilità e i bambini, che neanche davanti alle scuole possono sentirsi tranquilli di transitare. Ed è un segnale di imbarbarimento della nostra comunità agli occhi dei turisti, sempre più poco numerosi in città ma sempre attenti a censurare i disservizi ed i malcostumi.

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