Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei Conti, sostiene che la manovra della Legge di Stabilità “lascia sullo sfondo nodi irrisolti (clausole, contratti pubblici, pensioni) e questioni importanti”. La Corte dei Conti – allineandosi cosi alle polemiche sollevate da Sergio Chiamparino, presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome – avverte che la manovra non risolve le questioni importanti in maniera completa, come ad esempio il riassetto del finanziamento degli enti locali che graverà prevalentemente sulle amministrazioni. Inoltre, Squitieri sostiene che il taglio della Tasi “cristallizza” la capacità fiscale dei Comuni, dando vantaggio a quelli che hanno alzato le aliquote al massimo e penalizzando quelli dove erano più basse. Fa notare anche che la tassazione sugli immobili non ha ancora una fisionomia definita perciò bisognerà valutare come si distribuirà tra gli enti il reintegro dei fondi della Tasi sulle prime case. La Corte dei Conti, poi, evidenzia anche che “valutando gli 800 milioni necessari per l’adeguamento delle prestazioni ai nuovi Lea”, l’incremento delle risorse del Fondo sanitario nazionale rispetto al 2015 è “solo di 500 milioni”. E sull’incremento dell’Iva sostiene che non doveva essere annullato ma sottoposto a un intervento più articolato, che doveva riguardare per esempio un articolato intervento sulle aliquote e sulla struttura stessa dell’imposta.
Corte dei Conti, tanti dubbi sulla Legge di Stabilità
26