Accademia del Tempo Libero – II appuntamento con “La Chanson d’Aspremont”

“La storia di Orlandino, eroe e cavaliere in Aspromonte”

accademia del tempo liberoEpisodio tratto da “La Chanson d’Aspremont”, poema epico del ‘400, Auditorium al Cipresseto “Umberto Zanotti-Bianco” Reggio Calabria – Via G. Melacrino, 34 Giovedì 18 febbraio 2016 – ore 18,00. Con questo secondo episodio si concludono le rappresentazioni che l’Accademia del Tempo Libero ha ritenuto di dovere dedicare alla diffusione della “Chanson d’Aspremont”, poema epico delle gesta carolingie che narra nostri luoghi e nostre storie, annoverato tra le grandi opere della letteratura medievale e considerato fondamentale nella genesi dell’”Orlando furioso” di Ludovico Ariosto. Nella vicenda assume particolare rilievo la figura di Orlandino, che dapprima viene rinchiuso, su ordine di suo zio Carlo Magno, nella fortezza di Laon perché, in considerazione della sua giovane età, non partecipi alle battaglie in difesa di Roma e dell’Europa contro l’avanzata dei guerrieri saraceni, ormai senza ostacoli dopo la caduta di Risa e la morte di Ruggero. Il giovane, con uno stratagemma, riesce a fuggire dalla fortezza e raggiunge le schiere dell’esercito cristiano in Aspromonte. Presso una fonte della nostra montagna uccide con un bastone Almonte, salvando la vita a Carlo Magno che stava per soccombere nella singolar tenzone ingaggiata con lo stesso cavaliere saraceno. Il giovane eroe conquista così la spada Durlindana, il cavallo Brigliadoro e l’elmo “buono” già appartenuti ad Almonte e viene consacrato cavaliere dall’Imperatore. Poi, le numerose battaglie vittoriose ed il ritorno trionfale in Francia. Nell’adattamento che viene rappresentato, per alcuni passaggi si è avuto cura di mantenere il testo originario del poema, con l’intento di dare il giusto risalto alla lingua di quel manoscritto, diventato importante nella costruzione e nella evoluzione della lingua italiana. In altri passaggi la narrazione è stata affidata alla forma dialettale, in quanto linguaggio usato dai “cantastorie” e dai “pupari”, espressione della tradizione teatrale popolare e genuina manifestazione di quello spirito epico, eroico, cavalleresco della “Chanson de geste” medievale.

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