Legacoop Calabria: “L’arte di tacere”

silenzioNon è nostra abitudine rispondere alle provocazioni, tuttavia questa volta ci sembra doveroso puntulizzare, per correttezza nei confronti dei lettori, delle cooperative che rappresentiamo e del lavoro che stiamo facendo. In una nota comparsa su alcuni quotidiani vengono sollevate due questioni per le quali Legacoop Calabria sarebbe “sfacciatamente favorita” dalla Regione Calabria. Le questioni sono l’aver tenuto la Conferenza stampa di presentazione dell’Albo delle cooperative sociali ed il progetto Coopstartup. In merito alla conferenza stampa di presentazione del decreto che istituisce l’Albo delle cooperative sociali ci piace sottolineare che Legacoop Sociali ha partecipato, come tutti i soggetti interessati, ai lavori del tavolo nel quale sono state condivise modalità e procedure che hanno portato al decreto. Ci piace anche ricordare che l’istituzione dell’albo è stata una richiesta, una battaglia se vogliamo, fortemente sostenuta dal Legacoop Sociali ed in particolare da Quirino Ledda, poiché si riteneva improrogabile la necessità di dare attuazione alle norme nazionali per garantire la cooperazione sociale. Raggiunto il risultato, abbiamo deciso di tenere la conferenza stampa di presentazione del Decreto per dare voce e corpo a questo bel risultato che riconosce, tra l’altro, il lavoro silenzioso e difficile che la cooperazione sociale, con tutto il mondo del sociale, sta portando avanti, nonostante le difficoltà che le cooperative vivono, dovute anche a endemici ritardi nei pagamenti. Alla conferenza stampa Legacoopsociali ha invitato tutti i protagonisti che hanno condiviso il percorso, tra questi ovviamente l’Assessore Roccisano, che ha accettato l’invito, come hanno accettato l’invito diversi altri soggetti protagonisti del lavoro, tra cui altre centrali cooperative. Non ci pare un favore sfacciato accettare un invito, come hanno fatto altri assessori, in questa e nelle passate legislature, quando hanno accettato di partecipare a conferenze stampa e iniziative organizzate da Legacoop Calabria per valorizzare risultati raggiunti grazie a modalità di lavoro condiviso, secondo modelli di confronto auspicabili. Diremmo si tratta di un atto di cortesia. E veniamo a Coopstartup. Coopstartup è un progetto nazionale di Legacoop e Coopfond, il fondo mutualistico  di Legacoop, le associazioni regionali lo personalizzano e lo attivano, è stato già realizzato in molte altre regioni d’Italia, quest’anno abbiamo deciso di lanciarlo in Calabria investendo risorse di Legacoop Calabria e di Coopfond. Il valore del progetto non sta nel premio da assegnare ai vincitori, che se vogliamo è una occasione per attrarre, quanto nel proporre un percorso che accompagna le nuove cooperative nella fase di avvio, mettendo loro a disposizione una serie di strumenti, professionalità e competenze, perchè la criticità per le nuove imprese, e per le cooperative è tanto più vero per la complessità del modello, non è nascere ma mantenersi in vita, attive e produttive. Ritenendo che si trattasse di un esempio di politiche attive per il lavoro abbiamo deciso di presentare il progetto alla Regione, che ha ritenuto interessante il modello ed ha inteso adottarlo come progetto pilota. I progetti pilota nascono sempre su proposta di qualcuno. La Regione ha aggiunto risorse al progetto, le risorse saranno finalizzate esclusivamente ad accrescere il valore del premio ed il numero di progetti premiati per sperimentare su una platea più ampia la bontà del modello. Se il progetto pilota dovesse andare in porto la Regione potrebbe proporlo su scala più ampia a tutti i soggetti della cooperazione che avrebbero, volendo, un nuovo strumento di lavoro testato. Anche qui non ci sembra un favore sfacciato che la Regione abbia accettato la proposta di un progetto per il quale c’è un forte investimento privato delle cooperative e che, a fronte di una sperimentazione, potrebbe divenire uno degli strumenti a disposizione della Regione e di tutta la cooperazione. Sarebbe bello e positivo se le proposte di progetti pilota da presentare alla Regione fossero tante e diverse, siamo certi che ce ne sono, e auspichiamo che la Regione prenda in considerazione tutte quelle proposte che possono rappresentare un investimento per la crescita di occupazione, del sistema imprenditoriale e della cooperazione stessa, e di questi ci piacerebbe parlare. Per il resto crediamo abbia profondamente ragione l’abate Dinouart:”c’è un tempo per parlare e uno per tacere e bisognerebbe parlare solo quando si è certi di poter dire qualcosa che valga più del silenzio”.

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